SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “L’accumularsi di cofani di zinco in aree protette dell’area cimiteriale deriva dalla necessità di un adeguamento alla nuova normativa in materia. Per anni, infatti, le norme hanno consentito che le bare derivanti da esumazioni e riduzioni potessero essere avviate subito al normale smaltimento i quanto classificate come rifiuti assimilabili agli urbani. Di recente, però, le regole sono cambiate e dunque è stato necessario del tempo per comprendere con precisione come comportarsi. Perciò tutte le attività che venivano di prassi compiute prima di questo aggiornamento normativo sono state sospese”

Così in una nota il Comune di San Benedetto, diramata il 25 maggio, sulla situazione attuale al cimitero sambenedettese dopo alcune polemiche giunte da residenti nei pressi dell’area per cattivi odori.

“In ogni caso, Comune e Azienda Multi Servizi spa hanno subito avviato una serie di procedure finalizzate a tutelare sicurezza e salute degli operatori. Queste procedure sono state finalizzate sia a  garantire modalità di trattamento delle parti di bare in zinco tali da eliminare rischio biologico e odori, sia a permettere una corretta caratterizzazione dei materiali in vista del loro avvio al ciclo dei rifiuti – si legge nel comunicato dell’amministrazione comunale – Finalmente si è nello stadio di validazione finale della procedura che dovrà essere adottata d’ora in avanti e ciò permetterà di risolvere definitivamente il problema entro il mese di giugno”.


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