GROTTAMMARE – Qualcosa di simile era successo anche a San Benedetto in vista delle elezioni politiche del 4 marzo (CLICCA QUI). Come in ogni città, anche a Grottammare una commissione elettorale nomina gli scrutatori e questi, come impone la legge (la numero 95 del 1989 n.d.r.), sono in “quota”, diciamo così, alle forze politiche. Ma la nomina, o chiamata, diretta, fa discutere.

Gli scrutatori dei seggi elettorali vengono nominati tra il 25° e il 20° giorno antecedente la data del voto, in pubblica adunanza, previo avviso pubblicato 2 giorni prima della riunione della Commissione Elettorale Comunale che è composta da consiglieri dei diversi gruppi d’assise, i quali vanno poi a nominare chi dovrà stare al seggio, tutte persone già iscritte all’apposito albo degli scrutatori.

A Grottammare si è svolta ieri mattina presso l’ufficio elettorale la famosa nomina degli scrutatori in vista delle elezioni amministrative del  10 giugno e i 5 Stelle, che in ogni caso non mettono in dubbio la legalità con cui avviene la nomina, hanno però qualcosa da dire sui “metodi”, come li chiamano loro in una nota stampa.

“La nomina degli scrutatori mediante chiamata diretta rappresenta una vera zona d’ombra. Con quali criteri si scelgono gli scrutatori? Forse la conoscenza personale? Le segnalazioni da parte degli amici?“chiosano i pentastellati.

“Noi da sempre abbiamo proposto  che la commissione elettorale del comune  trovasse un nuovo criterio per la nomina degli scrutatori così come avviene in alcuni comuni dove  vengono effettuate dando priorità hai disoccupati iscritti  al Centro Territoriale per l’impiego e a studenti che non svolgono alcuna attività lavorativa retribuita.”

“Ancora una volta questa metodologia evidenzia  un momento di insensibilità” continuano i grillini “verso chi è senza lavoro, o è un semplice studente.”

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