SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Potrebbe essere durata poco più di un anno la frattura all’interno di Forza Italia. Il consiglio comunale del 12 maggio, col bilancio consuntivo sul piatto, potrebbe infatti aver segnato il rimarginarsi di una ferita aperta da quando, nella primavera 2017, la “cacciata” di Bruno Gabrielli dal ruolo di presidente del consiglio segnò una contemporanea scissione de facto all’interno del partito di Piunti, con lo stesso Gabrielli assieme a Valerio Pignotti a formare, da quel momento, un’opposizione nella maggioranza.

E proprio il capogruppo Pignotti oggi potrebbe aver messo fine alla “guerra” fratricida. L’azzurro, che in settimana ha avuto un faccia a faccia con Piunti, segna la nuova pace: con i fatti ma soprattutto con le parole. Se infatti Forza Italia il 12 maggio torna a votare unita sul bilancio consolidato (Gabrielli era assente ma Pignotti vota Sì), sono le parole di contorno a pesare più dei voti. Pignotti, al momento della dichiarazione di voto, parla apertamente di “riavvicinamento alla maggioranza” e allo stesso tempo qualche spintone all’opposizione non fa che confermare tutto. All’interno di una giornata in cui le forze di minoranza hanno attaccato, anche veementemente, la maggioranza e l’amministrazione, Pignotti torna a prendere una posizione netta: “L’opposizione parla oggi ma durante le commissioni stanno spesso e volentieri in silenzio sugli stessi temi”.

La “redenzione” fa infuriare a quel punto Giorgio De Vecchis. “Vergognati, quello che dici non è vero e i verbali delle commissioni lo testimoniano” tuona il consigliere che a quel punto polemizza: “E’ un’alleanza contro Castelli?” ipotizza in pubblico il capogruppo di Ripartiamo da Zero con quella che potrebbe essere una semplice provocazione oppure, chissà, il segno di un cambio di rotta negli equilibri in Forza Italia finora caratterizzati da un malcelato bipolarismo Castelli-Celani, in cui il duo Gabrielli-Pignotti era sicuramente più vicino al consigliere regionale . Un segno che arriverebbe tra l’altro da un politico, come De Vecchis, che viene da un percorso politico comune, in Alleanza Nazionale, ai sindaci Piunti e Castelli. Solo un caso? Forse solo il tempo ce lo dirà.


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