SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continua la saga dei “dehors” sambenedettesi. La bozza del nuovo regolamento è in cantiere negli uffici comunali ma è ritenuta eccessivamente penalizzante, specie per baristi e ristoratori del centro, che infatti negli scorsi giorni hanno varato un “contro-regolamento”, una serie di punti in deroga alla bozza che prevedono diversi correttivi, fra cui una proroga più ampia per gli adeguamenti.

Dehors, arriva il “contro-regolamento” degli esercenti. Ecco cosa chiedono

Oggi, come dicevamo, un’altra puntata della saga con una riunione politico-tecnica andata in scena nelle stanze del  Comune fra i dirigenti, il sindaco Pasqualino Piunti, l’assessore Filippo Olivieri e il consigliere Carmine Chiodi. 

POLITICA PRONTA A TRATTARE CON ANCONA? A quanto pare, l’amministrazione sarebbe pronta a “trattare” con Ancona. “Alla luce degli spunti e delle richieste pervenute – spiega il sindaco Piunti – ora avvieremo un confronto con la Soprintendenza sottoponendo la bozza definitiva del regolamento che ovviamente terrà conto delle proposte accoglibili e di quelle che invece non è possibile far nostre alla luce del principio che ci ha sempre ispirato nella gestione di questa vicenda: prestare la massima attenzione alle necessità di un settore molto importante come quello del commercio ma avendo prioritariamente presente l’esigenza di salvaguardare la fruibilità degli spazi pubblici da parte dei cittadini, specialmente di quelli più deboli” chiude in una nota il sindaco parlando, in ultima analisi, dei diritti dei disabili.

Qui i contenuti della bozza del nuovo regolamento

Dehors, tutti i particolari del nuovo regolamento. “Diamo più tempo ai locali per adeguarsi”

CONFESERCENTI VUOLE CHIAREZZA. Nel comunicato di Viale de Gasperi, poi, si parla della bozza come “frutto delle indicazioni fornite dalla Soprintendenza ai beni culturali”. Ed è questo, forse, il punto che sta più a cuore agli esercenti e alle associazioni di categoria che li rappresentano.

“In questo momento vogliamo stare vicini all’amministrazione ma per farlo dobbiamo capire quanto di questo regolamento è frutto di dettami imprescindibili della Soprintendenza e quanto spazio di manovra ha invece l’amministrazione comunale”. A parlare a Riviera Oggi è il presidente di Confesercenti Sandro Assenti e tradotto può voler dire che gli esercenti non vogliono farsi prendere per il collo da Ancona, o almeno che vogliono lottare prima che questo accada. E per farlo, a quanto pare, vogliono capire quali parti siano state effettivamente imposte da Ancona e quali invece no. Perché la sensazione netta fra gli imprenditori è che gli uffici della Soprintendenza si siano fatti più severi col tempo.

PARLA SANDRO ASSENTI. “Inizialmente la Soprintendenza pensava solo ai dehors chiusi, da loro ritenuti impattanti, poi però hanno messo sempre più paletti, fissando una serie di limiti sulle metrature, sulle distanze dagli edifici, sui passaggi dei marciapiedi” continua Assenti che, riferendosi al “contro-regolamento scritto con gli associati dice: “Quello che abbiamo messo nero su bianco ricalca totalmente il regolamento attuale, non chiediamo niente di più” come per dire quello che vi chiediamo sono diritti accordatici nel tempo, non vogliamo approfittarcene.

Nel frattempo, però, il presidente della Confesercenti si dimostra preoccupato per un altro aspetto. Negli uffici del Comune a quanto pare ci sarebbero una decina di richieste di occupazione di suolo pubblico a cui ancora non è seguita autorizzazione. “Si tratta di semplici richieste di tavolini e sedie all’aperto, non parliamo di gazebi. Le autorizzazione rilasciabili devono essere rilasciate, perché l’estate è in arrivo e i turisti vogliono mangiare fuori, consumare all’aperto. Bisogna dare a questi imprenditori una risposta”.

 

 

 


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