SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con il terzo posto conquistato la formazione di Franco Fedeli, affidata durante la stagione regolare agli allenatori Moriero e Capuano, ha conquistato la terza posizione in classifica: un risultato prestigioso, di cui la gran parte dei tifosi rossoblu non ha alcuna memoria, essendo il precedente risultato positivo la vittoria del campionato nell’anno 1980-81. Neanche la Samb di Gaucci riuscì a centrare la posizione d’0nore, giungendo quinta con lo squadrone di Colantuono (poi eliminato in semifinale play off dal Pescara) e settima l’anno successivo. Meglio anche del wonder team di Cigarini, Canini, Mancini, Bogliacino e Leon del 2005 (quarto).

C’è motivo di festeggiare, per aver migliorato il piazzamento dell’esordio in terza serie di un anno fa (un buon sesto posto) e aver posto le basi per la prossima stagione in maniera più appropriata rispetto ad un anno fa. Ci sono delle recriminazioni e, con un po’ di fortuna o di accortezza in più, forse le cose potevano andare ancora meglio.

Ma il punto è un altro: la Samb sarà chiamata a giocare domenica 20 maggio, col ritorno, il mercoledì successivo, al Riviera delle Palme. Giocherà con la possibilità di far valere due risultati su tre (in caso di parità di gol segnati e subiti si qualificheranno alla fase successiva i rossoblu). Ci sono due settimane di tempo per prepararsi al meglio, recuperare giocatori importantissimi come Esposito e anche Bove, e preparare al meglio l’incontro.

La Samb di Trieste – arbitraggio a parte, e non approfondiamo – ha mostrato alti e bassi ma anche la dote più importante, il cuore. Moriero adesso ha tempo sia per affinare alcune decisioni (a nostro avviso l’idea di schierare Rapisarda all’ala non è malvagia e lo testimoniano due sue incursioni nell’area avversaria nel momento più difficile della partita, posizione adatta al siciliano nel caso di modulo 4-3-3; da capire meglio la posizione di Patti esterno di sinistra, invece) sia per costruire con la squadra il sistema migliore per provare ad arrivare alla finalissima di Pescara (sarebbe un sogno, sabato 16 giugno).

Serve un patto, signori. Tra una società che deve essere orgogliosissima di quanto realizzato in soli tre anni, con i propri calciatori che devono essere consapevoli del risultato della stagione regolare ma anche capire cosa significherà, da adesso in poi, tentare di riportare la Samb dove manca – dopo 21 campionati disputati nella sua storia – dal 1989, per l’allenatore e assieme alla sua tifoseria, che potrà rappresentare, nel cammino da intraprendere, il classico uomo in più. Tutti insieme, per sognare, vada come vada.

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