IN VISTA DEI PLAY OFF – Nei sessanta anni (finora) in cui ho seguito la Samb da vicino non mi sono mai tirato indietro con atteggiamenti ipocriti né sono mai salito sul carro del vincitore.

Vengo ritenuto un difensore sempre e comunque di Franco Fedeli & C. Una fantasia alla quale rispondo con molta franchezza: io non trovo punti deboli nella società diretta dalla famiglia Fedeli se non qualche imperfezione a livello di collaboratori non dirigenti ma sono fatti loro nei quali preferisco non entrare nel merito.  Perché:

1– Paga da sempre e puntualmente i suoi dipendenti (una rarità prima del loro arrivo)

2– Ha fatto sempre crescere il rendimento della squadra (promozione, play off decenti un anno fa, tra il secondo e il quarto posto quest’anno) con cinque allenatori diversi

3– Non si è mai tirata indietro quando c’è stato bisogno di rinforzare la squadra, anche nel campionato attuale.  Perina, Marchi, Bellomo e Stanco sono tutti titolari con Capuano. Fatti non parole testimoniano che Moriero doveva arrangiarsi con gli altri. Mi sembra un dato incontrovertibile.

Meriti della società ai quali aggiungerei quelli di un ambiente, di una tifoseria che ha nel suo dna la capacità di far trovare a proprio agio calciatori poco sfruttati in altre squadre. Di esempi ce ne sono a  bizzeffe con allenatori diversi. Storia non chiacchiere che io (seguo le sorti rossoblu da una vita) posso testimoniare. Per capire meglio il concetto, prendete ad esempio il Matelica che ha calciatori con i quali la Samb avrebbe stracciato tutti in un qualsiasi girone della serie D.

Gli allenatori che hanno portato la Samb al secondo posto vanno valutati con dati precisi senza farsi prendere dalla passione per l’uno o per l’altro. Dico subito, a scanso di equivoci, che a livello di risultati non merita l’esonero Capuano, come non lo meritava Moriero. Il settimo posto in classifica  che la Samb occupava prima dell’arrivo dell’ex tecnico del Modena è un appiglio poco realistico. Quella posizione, oltre che da partite in meno, fu determinata da una sconfitta immeritata a Vicenza, dove stavamo vincendo a 8 minuti dalla fine, a causa di un rigore plateale causato da Tomi, da un autogol curioso a Meda con il Renate e da una sconfitta con il Sudtirol molto simile a quella che abbiamo subito dal Mestre un mese fa.

Nell’andamento delle gare dirette dai due tecnici, oltre a dati numerici e statistici simili, va fatta un’altra considerazione puramente tecnica.

Con Moriero la squadra era sbarazzina: in trasferta tre vittorie, due sconfitte anomale a Fermo e Vicenza, un pareggio in casa del Renate. Trend che è continuato quasi per inerzia (altre vittorie) dopo il suo esonero per poi ‘spegnersi’ quando la squadra ha assunto definitivamente una mentalità diversa. Vedasi le due sconfitte e i due pareggi nelle ultime tre gare in trasferta e le vittorie convincenti in casa. Caratteristiche dei due tecnici (uno più ‘garibaldino’, l’altro più metodico) che un calciatore rossoblu ha bene evidenziato in una nostra intervista.

Quale dote servirà di più nei prossimi play off?  Alla società l’arduo compito. I giri di parole non mi sono mai piaciuti anche perché le ultime nette sconfitte con Bassano e Pordenone danno apprensioni che non vanno trascurate.

Non posso altresì negare che con Capuano sono arrabbiatissimo e offeso (in qualità di tifoso attempato) per il paragone con il Leicester, come se per la Samb andare ai play off di serie C fosse un’impresa leggendaria. L’ultima volta è capitato appena un anno fa con la stessa società e un altro allenatore (il bravo e modesto Sanderra).

Il Leicester arrivò davanti a Chelsea, Manchester City, Manchester United, Totthenam, Liverpool, noi davanti a Feralpisalò, Sudtirol, Mestre, Bassano, forse Reggiana e così via (non regge nemmeno il discorso arbitrale perché mai le ‘giacchette nere’ sono state dalla nostra parte)

Purtroppo la Samb manca da circa 30 anni dalla serie B ma nel frattempo ha fatto e perso play off con Napoli e Pescara non con ‘squadrette’!  Ritenere miracoloso l’attuale secondo posto è un assurdità alla quale può credere chi ha 40 anni o poco meno; gli altri, quelli che hanno visto la Samb prima del 1990, ricordano sfumate promozioni in serie A e tre promozioni dalla C alla B. Magari è un miracolo per il mister campano nella sua lunga milizia tra serie C2 e C1.

Di Capuano non mi piace l’aspetto strategico e gliel’ho fatto notare spesso. Il suo esaltare sempre squadre e società (sì anche le altre società seppur tra le righe) come Feralpisalò, Bassano, Sudtirol, Reggiana e Padova equivale a demoralizzare i suoi calciatori con l’aggravante che lui si dichiara sempre più determinante di chi va in campo. Sono grandi allenatori quelli che riescono a far sentire importanti i calciatori. Mourinho, Ancellotti, Allegri per esempio  sanno benissimo che i propri meriti sono la conseguenza  e non la causa dei risultati che ottengono le loro squadre. Far crescere nella testa dei giocatori l’idea che l’avversario è migliore, alla lunga non da frutti. Specialmente se nelle vittorie i meriti se li attribuisce tutti o quasi il tecnico.

Se non fosse così Capuano non avrebbe allenato 25 anni senza mai vincere un campionato. Se oggi sta vicino ad un traguardo… così miracoloso (più per lui che per noi) deve baciare la terra sambenedettese quindi un ambiente sportivo, che da solo fa un quarto di squadra, e una società che non gli ha fatto mancare nulla.

Sbaglia chi pensa che io ce l’ho a livello personale con Capuano (non ci sono motivi per pensarlo) e credo di averlo spiegato in queste righe. Ritengo semplicemente che per il bene della Samb certe cose vanno dette senza paura o timori di sorta. Noi restiamo, tutti gli altri sono di passaggio.

Intanto complimenti al Padova che è stato promosso in serie B con due turni di anticipo.


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