SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 14 ottobre del 1962 gli Stati Uniti vennero in possesso di prove fotografiche, raccolte da un aereo da ricognizione, del fatto che l’Unione Sovietica stesse costruendo a Cuba diverse basi missilistiche capaci di colpire il vicino territorio americano. Ne seguirono 13 lunghi giorni in cui la Guerra Fredda rischiò di tramutarsi in una vera e propria guerra nucleare dalla portata mondiale. La crisi diplomatica si risolse il 28 ottobre, con l’Urss che accettò di smantellare le basi cubane mentre gli americani ritirarono i missili che avevano puntato sul suolo sovietico dall’Italia e dalla Turchia.

Seppur ricalibrata alle limitate conseguenze che si possono vivere nel mondo del calcio, nel bel mezzo di una crisi diplomatica sembra essere anche la Sambenedettese. Coinvolta nella “guerra fredda” fra Franco Fedeli e il mister Ezio Capuano, i cui rapporti, mai decollati, sono adesso ai minimi termini considerate anche le esternazioni post Bassano del patron romano (CLICCA QUI), la squadra rossoblu prosegue nella sua missione secondo posto ricevendo al Riviera un ospite particolare.

Ottavio Palladini, dallo scorso 22 gennaio mister del Teramo, domenica potrebbe trovarsi a recitare la parte del giudice dei destini della Samb. Come se non fosse abbastanza il “peso” di tornare a casa sua e nel suo stadio da avversario, dopo cinque epopee diverse vissute con la maglia prima e la tuta poi della squadra della sua città. La sensazione che si respira in casa Samb, infatti, è che se i rossoblu non dovessero fare risultato pieno contro il diavolo, Franco Fedeli si prenderà la testa del suo allenatore, mal sopportato dalla sessione di calciomercato di gennaio per colpa di alcune ingerenze del tecnico. Una situazione che ha portato probabilmente anche il figlio del presidente, Andrea, a una condizione di esilio auto inflitto visto che l’Ad non si vede a San Benedetto da mesi ormai.

E in una situazione altrettanto delicata si è trovato anche lo stesso Palladini poco più di un anno fa. L’ex mister rossoblu pagò un lungo periodo senza vittorie (dalla 15^ alla 21^ giornata della scorsa stagione) culminata con la sconfitta casalinga contro la Maceratese che lo portò a rassegnare le dimissioni a inizio 2017, risolvendo con grande dignità una situazione che stava diventando imbarazzante per la sua stessa proprietà, divisa fra la riconoscenza e il “guscio” dell’amore dei sambenedettesi per Ottavio da una parte, e la necessità di una scossa tecnica dall’altra. Palladini, che curiosamente all’inizio della striscia di risultati che lo condusse all’addio alla Samb incontrò (con un pareggio 1 a 1 in casa) proprio Capuano appena insediatosi a Modena, si siederà per la prima volta nell'”altra panchina” consapevole di giocare un ruolo, più meno grande, nella stagione della Samb. Stavolta però, a differenza di come fu per lui, il risultato sarà solo causa contingente di un eventuale esonero, in ogni caso incubato più nel piano umano del rapporto Fedeli-Capuano che nel rendimento tecnico.

E il conflitto “familiare” di Palladini potrebbe essere solo una parte del paradosso che sembra dipingersi attorno a Samb-Teramo. Scelta come “giornata rossoblu” dalla società (non valgono gli abbonamenti, tutti pagano) la sfida è stata parimenti individuata come a rischio dall’Osservatorio Nazionale delle Manifestazioni Sportive che ha consigliato di restringere la vendita dei biglietti per i residenti in Abruzzo, che dovrebbero poter acquistare solo biglietti per la Curva Sud. L’ultima parola alla riunione del Gos di mercoledì per evitare una situazione fra il comico e il preoccupante pensando all’eventualità, tecnicamente possibile, che i tanti tifosi rossoblu residenti nella vicina porzione d’Abruzzo si ritrovino praticamente fianco a fianco agli ultras del Teramo in curva Sud.

 

 


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