SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel pomeriggio del 9 aprile, all’obitorio di San Benedetto del Tronto, i parenti del 39enne scomparso dalla Riviera a fine febbraio hanno potuto guardare, su permesso della Procura, parte del vestiario rimasto addosso al corpo rinvenuto dalle acque dello scalo portuale per il riconoscimento. Trovati anche degli effetti personali.

Il primo riscontro è stato effettuato e dalle prime indiscrezioni c’è dello scoraggiamento, della rassegnazione. Dal legale Enrico Sciarroni non trapela altro: l’avvocato è molto scosso come d’altronde i familiari di Vincenzo Napoli, apparsi affranti e rassegnati dopo il sopralluogo. La salma, portata all’ospedale, è risultata fin dal rinvenimento irriconoscibile. Purtroppo tutto, però, sembra portare all’identificazione del 39enne anche se si dovrà comunque attendere l’ufficialità derivante dal test del Dna. 

Il padre Giovanni, che ha effettuato in primis il riconoscimento, sui Social Network scrive: “Oggi è un giorno molto brutto: mio figlio è stato ritrovato morto in mare”.

La data per l’esame non è stata ancora decisa al momento. C’è attesa anche per l’autopsia sul corpo, trovato da un passante nel primo pomeriggio odierno, che è stato tirato fuori dalle acque dagli uomini della Guardia Costiera e portato successivamente, dopo l’arrivo del medico legale Lucadei, all’ospedale sambenedettese. Bisognerà chiarire la causa del decesso.


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