OSIMO – I Carabinieri della Compagnia di Osimo, con l’arrivo della primavera, hanno arrestato anche il padre dei due fratelli napoletani, tutti e tre sconosciuti fino ad ora alle Forze dell’Ordine, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione ed alla truffa continuata aggravata, autori di 70 colpi commessi su tutto il territorio del centro Italia: solo nella seconda decade del mese di marzo avevano portato a termine 20 azioni, due nel Teramano.

Il padre e due figli “imbroglioni” sono stati scoperti grazie ad alcune segnalazioni, giunte ai militari del NORM della Compagnia Carabinieri di Osimo dove anziani ricevevano la telefonata da parte del finto Maresciallo dei Carabinieri: “Pronto?… Buongiorno signora, sono il Maresciallo dei Carabinieri…non si allarmi, la chiamo perché suo nipote è rimasto coinvolto in un incidente stradale…sta bene, ma l’abbiamo trattenuto in caserma…ci sarebbe una somma da pagare per risarcire il danno e farlo tornare a casa senza problemi giudiziari”.  

Così gettavano nel panico le loro vittime per convincerle, con l’inganno, ad estorcere cifre che potevano arrivare anche a 6 mila euro.

Mettetevi nei panni della nonna contattata per aiutare il ragazzo. Valutate la fiducia che ispira la divisa sbandierata dall’autore della telefonata. Concedete pure l’abilità dei truffatori, che inventavano di sana pianta ruoli e circostanze e, come quei cartomanti delle tv locali, riuscivano a farsi dire nel corso della telefonata il nome del nipote (“Sì, proprio lui…”) e indirizzo della truffata. Chiudete infine il cerchio con la prontezza dei complici del telefonista, che in tempi strettissimi arrivavano a casa dell’anziana vittima, prendevano contanti e gioielli e rapidamente li reinvestivano in acquisti utili all’organizzazione oppure li nascondevano in bonifici o li scambiavano nei “Compro oro”.          

Credevano di potersi recare nelle abitazioni per mettere a segno truffe e garantirsi così in modo impunito illeciti profitti, ma non avevano fatto i conti con la macchina investigativa dei Carabinieri della Compagnia di Osimo che quotidianamente dispiega sul territorio pattuglie nel perseguimento di quell’obiettivo primario rappresentato dalla sicurezza e rispetto della legalità.

L’attività dell’Arma finalizzata alla prevenzione e repressione dell’odioso fenomeno delle truffe, continua in maniera incessante. A finire nella rete dei Carabinieri della Compagnia di Osimo, oltre ai due fratelli napoletani, arrestati nel mese di novembre 2017, ora è finito dietro le sbarre del carcere di Napoli Poggioreale anche il loro padre (classe 1954) artefice e promotore di tutta la sequela dei delitti contestati nonché fondatore dell’associazione a delinquere individuata e contestata.

A mettere le manette ai polsi sono stati proprio i Carabinieri del Nucleo Operativo di Osimo che hanno condotto le indagini, che si sono recati in trasferta a Napoli accertando anche la lussuosa abitazione in cui lo stesso viveva.

 


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