TERAMO – Con il nuovo piano territoriale, il piano strategico per la limitazione del consumo di suolo e il piano di polizia rurale, gli enti locali: “Vedono rafforzati gli strumenti per la collaborazione istituzionale e hanno come riferimento una chiara visione del futuro” ha dichiarato questa mattina, 13 marzo, il presidente Renzo Di Sabatino che ha introdotto l’incontro con gli Ordini professionali, i cittadini (erano presenti anche gli studenti del Geometri “Moretti” di Roseto) e i portatori di interesse. Il dissesto idrogeologico, lo stato dei fiumi, le aree industriali dismesse, i fenomeni di spopolamento in alcune aree e di sovradimensionamento in altre impongono delle scelte. L’appuntamento di Teramo chiude una fase di presentazioni dei nuovi strumenti di pianificazione territoriale che ha interessato tutta la provincia e ha condotto i progettisti e l’ente a confrontarsi con i tecnici e gli amministratori comunali.

I nuovi strumenti urbanistici da una parte limitano i fenomeni di sfruttamento dell’ambiente valorizzando con decisione risorse come il paesaggio e l’agricoltura, dall’altra spingono verso la rigenerazione urbana e la rigenerazione territoriale stimolando la collaborazione fra i Comuni.

La Provincia di Teramo è stato il primo ente in Abruzzo (prima deliberazione di adozione da parte del Consiglio provinciale maggio 2014) a dotarsi di uno strumento di attuazione della legge regionale sul “Consumo di suolo” e il primo ente territoriale a contemplare fra gli strumenti di attuazione il contratto di fiume e quello di paesaggio. Oggi, sono stati ringraziati l’ex presidente Valter Catarra e l’ex assessore all’urbanistica, Vincenzo Falasca per l’impegno profuso in questo senso.

Il gruppo di progettazione, composto da Marco de Annuntiis, Rosalba D’Onofrio, Giuliano Di Flavio, Raffaele Di Marcello e Alfonso Pallini, è stato coordinato dal professore Michele Talia della Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino. Piergiorgio Landini ha curato le relazioni economiche.

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