SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In autunno il “progetto Genevieve” dovrebbe vedere la luce. La prua dell’imbarcazione oceanica, infatti, entro settembre dovrebbe traslocare nella sua nuova “casa”, l’area di Viale Tamerici attualmente occupata dal “parco bau” che nei prossimi mesi si sposterà invece in via Paolini.

Il progetto preliminare, assieme alla richiesta di finanziamento inoltrata per attingere al fondo “Flag”, è realtà dallo scorso 6 febbraio ma bisognerà aspettare la fine dell’estate per l’avvio dei lavori che vedranno la prua della nave al centro di un museo all’aperto dedicato alla marineria sambenedettese “in cui affondano le radici socio-economiche della città” mutuando le parole di Filippo Olivieri, che oggi ha presentato, davanti alla stampa, le novità all’orizzonte sul fronte Genevieve.

La prua della Genevieve

Assieme all’assessore anche i consiglieri Mario Ballatore, Emidio Del Zompo e Mariadele Girolami oltre al sindaco Piunti, che ha parlato della Genevieve come di “uno dei tesori di San Benedetto, da condividere con una comunità più ampia che vada oltre la città”. E nelle intenzioni l’area museale che sorgerà a ovest del “giardino” sull’Albula dovrà infatti contribuire a incrementare l’attrattività turistica della città. Ma quando parliamo di contributi, parliamo di una strada a doppio senso.

Il progetto, infatti, per vedere la luce nella sua interezza avrà bisogno di circa 200 mila euro. Per adesso in tasca al Comune ce ne sono virtualmente la metà (50 mila euro dai fondi regionali sopracitati,  10 mila arrivano dalla Camera di Commercio e altri 40 mila messi sul piatto dal BIM Tronto) sufficienti per restaurare al prua, installarla a terra, creare un’area verde illuminata e un percorso multimediale fruibile anche da chi è affetto da disabilità sensoriali. In realtà, però, un secondo stralcio del progetto prevede che assieme al monumento sorga anche un piccolo auditorium all’aperto con qualche decina di posti a sedere. Per riuscire a finanziare tutto il pacchetto, e non solo la prima parte in agenda per settembre, l’amministrazione è a caccia di finanziamenti privati e la scorsa settimana proprio Olivieri ha ricevuto in Comune otto imprenditori locali che si sarebbero mostrati interessati a contribuire. In ogni caso l’assessore lancia un ulteriore appello “per tutti coloro che fossero interessati a cofinanziare l’opera”.

L’incontro della scorsa settimana. Gli imprenditori invitati erano Paolo Forlì, Fabrizio Silvestri, Afro Zoboletti, Mario Di Buò, Adriano Vagnoni, Gabriele Di Emidio, Raniero Iacoponi e Andrea Fioretti. 

Chi legherà il suo nome, o quello della sua azienda, all’opera riceverà in cambio una targa. Ma non solo. Accanto al monumento sorgerà infatti un totem digitale, che assieme a un sito internet dedicato al museo e a un’App per cellulare, saranno i supporti digitali per i contenuti culturali del sito. L’idea dell’amministrazione sarebbe quella di inserire i loghi delle aziende che faranno da mecenate in ogni supporto multimediale. Una sorta di pubblicità perenne.

 

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