SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Contenzioso ormai assopito e direi finito tra presidente e Ezio Capuano, l’ambiente sportivo sambenedettese sta infatti vivendo una ‘calma piatta’ che può diventare benefica ma anche pericolosa, se sotto la cenere cova quell’indolenza inspiegabile (anzi probabilmente volta a far stufare l’attuale presidente) da parte di una frangia della nostra tifoseria.

Il culmine si ebbe durante l’inizio del calcio mercato di riparazione nel gennaio scorso. Franco Fedeli fu così colpito da quella contestazione, che non era la prima ma la goccia che stava per far traboccare il vaso. La reazione del patron fu forte e decisa ma le acque non si sarebbero calmate senza tre acquisti che, poi si è capito, sarebbero arrivati in ogni caso nel tempo più opportuno. Al presidente però è rimasta una ferita che stenta a risanarsi totalmente, tanto che l’idea di lasciare non l’ha abbandonato. È fatto così: è come quei calciatori che per dare il massimo devono sentire intorno a loro grandissima fiducia oltre a tanto calore.

Con i risultati, si sa, nel calcio tutto si mette a posto. Bisogna però approfittarne e farne tesoro per un futuro che si prospetta più roseo di quanto molti si aspettavano all’inizio del torneo. Doveva essere una ragione in più per ‘applaudire’ la famiglia Fedeli e il loro staff. Lo è stata per un buon 90% di tifosi silenziosi ma non per una stretta minoranza ma rumorosa che ha infierito frettolosamente sulla proprietà, esigendo nuovi calciatori bravi e subito. Era più importante la loro bravura e così è stato.

Ripeto queste cose affinché possano servire alla causa rossoblu nel prossimo futuro, nel quale si avrà bisogno del 100% di consensi, vista l’importanza dell’obiettivo. Vestendomi da psicologo (presunto) ritengo che il momento sia ottimo per dimenticare e fare dell’unione la forza. Servirebbe per stabilizzare a San Benedetto Franco Fedeli e per contribuire fattivamente al sogno della cadetteria che, pur rimanendo tale, non è oggi impresa impossibile.

Sarà sicuramente così se i risultati continueranno ad essere positivi ma il vero valore, la forza e il cuore del tifoso si vedono nei momenti difficili che nel calcio, vista l’imprevedibilità del suo dna, non mancano mai. L’aiuto dell’ambiente è importante e serve per farli durare meno possibile.

Come è possibile? Pensando che il traguardo della serie B è il traguardo di tutti e sta al di sopra di ogni simpatia, antipatia e di qualche interesse personale o di innamoramento verso giocatori, tecnici o dirigenti. Datemi retta, proviamoci che poi in ‘B’ è tutt’altra cosa. Ve lo dice uno che i 21 campionati cadetti li ha vissuti tutti e intensamente.

Un saluto particolare voglio rivolgerlo al convalescente Luca Fanesi che conosco sin da quando era bambino. Non so se sarà possibile ma la sua presenza nel prossimo Samb-Vicenza di mercoledì 21 marzo (che sia per lui una vera primavera) sarebbe un bellissimo regalo, principalmente per la sua famiglia ma anche per tutti gli sportivi sambenedettesi che hanno aspettato e festeggiato con grande ansia ed emozione il suo ritorno nella nostra città

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