SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Al momento il conferimento dell’indifferenziata in Provincia è bloccato dal Suap (Sportello Attività Produttive) di Ascoli quindi l’aumento della Tari a San Benedetto è causato da Castelli“. Sono forse destinate a far discutere le parole pronunciate oggi da Tonino Capriotti, consigliere comunale a San Benedetto ma anche eletto a Palazzo San Filippo alle scorse consultazioni provinciali.

CAPRIOTTI TORNA ALL’ATTACCO. “Il piano era quello di continuare a conferire presso la discarica Geta (ampliata recentemente tramite un’operazione tecnica detta di “sormonto” n.d.r.) – prosegue il democratico – ma l’ufficio del Comune di Ascoli tiene bloccata la procedura che già dall’autunno era stata istruita dalla Provincia” prosegue Capriotti di fatti entrando ancora a gamba tesa sulla questione Tari che da almeno una settimana sta facendo discutere San Benedetto. Degli aumenti ci saranno, specialmente per le attività commerciali, e sia Capriotti che Giorgio De Vecchis, fra il consiglio di sabato scorso e altre occasioni extra istituzionali, non avevano mancato di puntare il dito sull’Amministrazione.

LE RISPOSTE DEL CENTRODESTRA. Stuzzicato, l’assessore Andrea Traini aveva risposto (CLICCA QUI) precisando che per le famiglie ci saranno diminuzioni e pochi aumenti contenuti. In appoggio all’assessore è intervenuto anche il consigliere di centrodestra Carmine Chiodi che ha definito la polemica e lo stesso collega Capriotti “irresponsabile e disinformato” additando gli attuali problemi in materia di conferimento, che sono poi i motivi dei rincari in bolletta (visto che siamo costretti a portare tonnellate di rifiuti fuori Regione n.d.r.) alle passate gestioni della sinistra (definite “inette”).

DE VECCHIS E LA GARA DEL 2013. La mattina del 17 febbraio, a 7 giorni dal consiglio comunale, si continua però a parlare di Tari. L’occasione è una conferenza stampa delle minoranze sul tema della selezione degli scrutatori in vista delle elezioni (CLICCA QUI). Ma si fa presto ad andare fuori programma, con De Vecchis che si dimostra ancora una volta agguerrito sul tema, come lo era stato in assise. Il consigliere, come già fatto in passato, parte da un rilievo storico: “Nel 2013 il consiglio comunale di San Benedetto votò per una gara a doppio oggetto che individuasse nuovi soci privati della PicenAmbiente (Gara poi vinta da Eco Nord e Deco Spa) e il presupposto di quella gara era un piano industriale che prevedeva un impianto moderno a Pagliare del Tronto per il riciclo della plastica e un impianto di smaltimento dell’umido. Tutte promesse disattese – continua il consigliere – perché l’impianto di Pagliare non funziona e produce dei semilavorati plastici che non servono a nulla e l’impianto per l’umido è rimasto solo su carta”.

Il problema però è sempre lo stesso, il piano d’ambito che l’ATO 5 di Ascoli deve stilare da anni per poter letteralmente “sbloccare” gli investimenti promessi da PicenAmbiente. Finché non aariva quel documento il problema smaltimento resta e il risultato può manifestarsi nei rincari delle tasse a cui abbiamo assistito negli anni.


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