Perina 6: E’ incolpevole sui due gol del Mestre. E praticamente non viene chiamato in causa in altre occasioni.

Conson 5: Comincia con la solita grinta e cattiveria ma già nel primo tempo compie qualche sbavatura che ripete anche nella ripresa. Si ritrova preso in mezzo con Miceli in occasione del primo gol, al netto del fuorigioco, e pure sul secondo galleggia in un “limbo” non sapendo se aggredire il portatore di palla o coprirne il tiro.

Miceli 5,5: Qualche incertezza la compie anche lui, anche se tra chiusure e un salvataggio (seppur fortunoso) su un gol quasi fatto nel primo tempo, la sua prestazione riesce quasi a galleggiare.

Di Pasquale 6: Paga una serata no di tutta la squadra e la decisione di Capuano di lasciarlo negli spogliatoi non rende giustizia a un primo tempo in cui fa il suo, sfoggiando anche un paio di anticipi prepotenti. (1’st Di Massimo 4: Entra nella ripresa per invertire le sorti della partita ma non riesce a incidere mai. A questo ci aggiunge un atteggiamento di sufficienza che inevitabilmente gli fa guadagnare i fischi del pubblico con cui sembra pure un po’ beccarsi a fine partita).

Rapisarda 5,5: Comincia forte, vestendosi come di consueto da treno espresso sulla fascia destra sin dalle prime battute. Nella ripresa cala insieme a tutta la squadra, complice anche il passaggio alla linea a 4, uno schieramento che inevitabilmente lo scopre e lo fa soffrire di più.

Marchi 5,5: Nei primi minuti corre per due e prova anche diversi inserimenti con e senza palla. La ripresa è triste e non risparmia nessuno e pure lui fa diversi errori di misura nei passaggi ma tutto sommato, a centrocampo, è quello che se la cava meno peggio. (36′ st Gelonese: s.v.)

Bove 5: Leggero e timido come non lo avevamo visto mai. Non riesce a far girare la squadra e i lanci e le aperture a cui ci aveva abituati li lascia negli spogliatoi, chiusi gelosamente nel borsone. In occasione del primo gol poteva uscire con più decisione su Boscolo, evitando l’imbucata centrale. (1′ st Bacinovic 4,5: Entra a “commissariare” la regia del centrocampo rossoblu ma se possibile la peggiora. Prova qualche lancio e apertura ma gioca sotto ritmo e con poca grinta. In occasione del gol del 2-0 sembrava in grado di recuperare sul portare di palla lanciato verso la porta ma il suo “inseguimento” è praticamente uno slow motion).

Bellomo 4: Nel primo tempo non gioca neppure male fino al gol del Mestre provando accelerazioni e incursioni. La ripresa però è un incubo: in occasione del 2 a 0 è lui a perdere la palla che innesca i veneti e qualche minuto dopo è imperdonabile l’egoismo che lo porta a calciare invece di servire Miracoli, che si trovava praticamente da solo a porta vuota.

Tomi 5: Non riesce a sfondare mai dalla sua parte e soffre pure parecchio la catena Lavagnoli-Casarotto. Al di là di una punizione pericolosa, il suo apporto offensivo si limita a qualche pallone rinviato un po’ a casaccio.

Esposito 5: Prova a fare il funambolo e a sfoggiare le sue doti innate ma il suo apporto, in termini di efficacia, è pari a zero. (23′ st Stanco 5: Non è in perfetta forma e si vede anche, ma nei 25 minuti in cui sta in campo la palla non la becca praticamente mai).

Miracoli 4,5: Praticamente assente nel primo tempo in cui tocca pochissimi palloni. Nella ripresa, quando là davanti con Di Massimo c’è più traffico, diventa addirittura goffo fra palloni mancati e appoggi sbagliati, e un’endemica difficoltà a dialogare coi compagni in maniera pulita.

Capuano 4,5: Una delle prime volte in cui il mister conferma 11/11 della formazione del turno precedente. Ma qui finiscono le analogie con la partita contro la Reggiana. Perché contro il Mestre la sua squadra, dopo un timido abbozzo di pressione iniziale, comincia ad aprirsi agli attacchi degli ospiti soffrendo i cambi di gioco e le catene laterali. Sul piano della costruzione, poi, il centrocampo sembra quasi una zona in cui due passaggi di fila sono vietati. Nella ripresa, nel tentativo di riprendere la partita, abbandona pure il suo marchio di fabbrica, la difesa a tre, per passare a un 4-2-4 a tratti. Il risultato? Attacco ancora più ingolfato e difesa soltanto più ballerina.

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