Foto di Alessandro Foschi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Polizia schierata, una sala, quella dell’Hotel Calabresi, piena in ogni ordine di posti e parecchi applausi del suo popolo, quello del Pd. Questo il pomeriggio del premier Paolo Gentiloni, che ha toccato San Benedetto nella sua tappa marchigiana di avvicinamento al 4 marzo, in una campagna elettorale che lo vede candidato alla Camera, da primo in lista, nel collegio proporzionale legato al Sud delle Marche. E Gentiloni parla a lungo della nostra regione, soprattutto quando spiega i motivi, al di là dei “paracadute” di cui si è parlato in tutte le sfumature in queste settimane, della sua candidatura in questo territorio.

“Ho scelto di candidarmi nel Sud delle Marche, nelle Marche basse, perché la mia famiglia viene da Tolentino” dice il premier mentre qualcuno dal pubblico sussurra “dica pure Marche sporche” con lui che subito ribatte: “Non lo volevo dire”, dando vita a un vero e proprio siparietto. (VIDEO)

Ma il pomeriggio del Pd, che apre con un pezzo grosso (forse il più grosso se teniamo fuori i poteri toscani) la sua campagna elettorale nel Piceno, era iniziato con la presentazione dei candidati. A partire da Emanuela Di Cintio che racconta del suo passato da lavoratrice precaria ma cita uno dei padri del capitalismo come Henry Ford, per arrivare ai padroni di casa Antimo Di Francesco, che parla della deriva razzista “che il Pd deve contrastare” e Margherita Sorge che dice invece di voler fondare la sua campagna elettorale, da quarta nel listino comandato proprio dal presidente del Consiglio, su “sobrietà, concretezza e passione”. E poi “l’ospite” fermano Francesco Verducci, il capolista al Senato che incensa a lungo Gentiloni e pure il Piceno, definito fondamentale per gli equilibri della Regione Marche.

Gentiloni con i candidati piceni e il segretario Matteo Terrani (in piedi)

L’atteso discorso di Gentiloni, inoltre, viene presentato dal segretario provinciale Matteo Terrani e, un po’ a sorpresa, dal commissario straordinario per la ricostruzione Paola De Micheli (VIDEO) che dice: “Il Pd, prima di iniziare la ricostruzione post-sisma, aveva iniziato la ricostruzione dell’intero Paese”.

E il terremoto è praticamente il comparto più importante del discorso del capo del Governo che per quinto si prende il palco. “E’ importante che un premier si candidi in una delle zone colpite dal terremoto” è una delle prime frasi del premier davanti alla platea sambenedettese che sfoggiava praticamente tutti i personaggi dell’ecosistema locale democratico: dal Governatore Ceriscioli ad Anna Casini, passando per Fabio Urbinati e Luciano Agostini. Affianco a loro praticamente tutti i sindaci targati Pd della provincia, compreso Stefano Stracci, presente nonostante la delusione recente per la mancata candidatura. “Il terremoto rimarrà a lungo una priorità per il Governo italiano” prosegue nel filone Gentiloni che, sfruttando una retorica un po’ alla Spider-Man se vogliamo, si rivolge al pubblico: “Governare è un privilegio ma comporta anche grandi doveri, e uno di questi è il dovere di rimanere vicino a comunità come quelle colpite dal sisma”.

Il popolo Pd presente al comizio, in primo piano la “coppia” Stracci-Agostini. Sullo sfondo il presidente della Regione Ceriscioli e la sua vice Anna Casini.

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