SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla presenza delle autorità comunali, del presidente del Comitato di indirizzo della Riserva Sentina Ruggero Latini e del comandante della Capitaneria di Porto Alessio Morelli, sono stati consegnati, il 9 febbraio, agli armatori dei motopescherecci “Nina Madre”, “Nicola Andrea”, “Maria Assunta” i kit per il primo soccorso alle tartarughe marine che finiscono nelle reti.

I tre motopescherecci sono stati scelti per aver dimostrato in passato particolare attenzione verso questi animali, in prevalenza della specie “caretta caretta”.

Il kit consiste in una sorta di cuscino su cui adagiare l’animale, di un telo in microfibra per proteggerlo dal freddo o dal caldo, un coltellino per liberarlo da ami o eventuali residui di reti che possono danneggiarlo.

L’iniziativa del Comune e della Riserva vuole significare il ringraziamento delle istituzioni a questi operatori del mare che sanno chi avvisare in questi casi: si attiva infatti un preciso protocollo che vede coinvolti volontari della Riserva, Capitaneria di Porto, Servizio Veterinario e Università di Camerino nelle cui vasche di stabulazione situate nel complesso ex Gil sul lungomare le tartarughe trascorrono un po’ di tempo per riprendersi prima di essere trasferite nelle vasche della Fondazione Cetacea di Riccione, aderente al progetto comunitario Tartalife. E l’iniziativa odierna rientra proprio tra le iniziative previste dal suddetto progetto

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