SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In un periodo elettorale così intenso è un po’ particolare parlare di problemi sambenedettesi di altro genere. Devo però farlo dopo aver letto giovedì scorso di un vertice tra il comune di San Benedetto e la Cpl Concordia, la ditta che da alcuni anni ha una convenzione per l’illuminazione pubblica.
Una necessità visto che le varie luci che adornano il nuovo bellissimo parco sul mare e il tratto in corso del nuovo costruendo lungomare non mi sembrano all’altezza di tutto il resto. Per ora lo definirei un parco ‘bello di giorno‘. Sarebbe gradita anche l’opinione dei nostri lettori.
Non è questo però il tema del mio disappunto. Riguarda, come detto all’inizio, la futura illuminazione pubblica al led di tutta la città. Da ‘ignorante in materia’ ritenevo che la ditta di Modena fosse autonoma ed esplicasse da sola tutte le funzioni, software e tecnologia compresa. Se così non fosse il presente mio disappunto non avrebbe senso perché l’appalto è ancora della ditta emiliana.
Pare infatti, fino a prova contraria, che il suo compito riguardi principalmente la manutenzione mentre la tecnologia viene affidata ad una terza azienda. Azienda che la Cpl Concordia, essendo un ditta privata, ha la possibilità di scegliere senza ricorrere a gare pubbliche.
Non ci sarebbe però nulla di male se si facesse presente che esistono aziende locali che già agiscono nel territorio che si avvalgono di dipendenti nostrani e che sono in grado di fornire servizi e tecnologie Led alla Cpl.
Secondo noi ne trarrebbe beneficio la stessa azienda emiliana che potrebbe ottenere gli stessi servizi da aziende del posto. Sempre nel rispetto delle regole e delle Leggi in corso.
Per esempio, l’illuminazione a Led/Smart city della vicinissima Grottammare sta riscuotendo giudizi favorevoli quasi unanimi dai residenti, dopo la messa in opera della prima parte nel viale che porta alla stazione.

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