ROMA – “Le trattative in corso tra Ministero del Lavoro, Ministero delle Politiche Agricole, INPS e INAIL, relative alla questione sollevata dalla Commissione europea sull’utilizzo degli sgravi pesca ha portato all’applicazione di provvedimenti pesantissimi nei confronti delle imprese italiane”.

Ad affermarlo è Coldiretti Impresa Pesca: “L’attenzione sulla questione, da parte della nostra Confederazione, è stata sempre massima, fino alla recentissima nota del Ministero del Lavoro che ha costretto INPS ed INAIL a mettere in essere la sospensione dei benefici pesca a valere per gli anni 2017 e 2018.   Abbiamo nei mesi scorsi segnalato, alle amministrazioni interessate alla problematica, le forti preoccupazioni su quanto stava accadendo per i riflessi devastanti che tale misure potrebbe avere sul settore che vive oggi solo grazie a questa misura”.

“Gravi saranno le conseguenze che causerà la perdita dei benefici per le imprese di armamento della pesca, purtroppo tali segnali non sono valsi, almeno al momento, a dare soluzione positiva alla trattativa – affermano in una nota –  Quanto da noi temuto si è quindi avverato, il rammarico è che la questione sia stata gestita dai Ministeri competenti e dagli Enti nella più totale riservatezza lasciando fuori le associazioni sindacali datoriali dell’armamento i maggiori interessati ad una positiva soluzione”.

“In questo momento si vocifera di ipotesi tampone, con l’utilizzo del “de minimis”, temiamo in questo caso che la strada scelta, senza ascoltare le imprese, non porterà significative compensazioni, ed a lungo andare possa rivelarsi particolarmente dannosa per il settore, che potrebbe vedersi coinvolto con effetto retroattivo in caso di mancata positiva soluzione – dichiara l’associazione – A poco valgono i pagliativi tecnici senza un robusto supporto politico, questa rimane l’unica strada percorribile per una definitiva soluzione, alla condizione che debba essere risolta immediatamente nelle sedi deputate, in particolare a Bruxelles, con la presenza dei massimi vertici dei dicasteri interessati, il tutto con estrema urgenza prima della fine tecnica delle legislatura”.

La Confederazione conclude: “Ne è la riprova il fatto che tavolo di confronto tra organi tecniche, in Italia, nell’arco di un due anni non ha dato alcuna soluzione ed ha portato ad assumere provvedimenti pesantissimi ed improvvisi. Nei prossimi giorni abbiamo in animo e programmati una serie di incontri sia tecnici che politici con enti e ministeri competenti”.

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