SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Manca poco alla nota kermesse canora, evento simbolo della musica italiana.

Dal 6 al 10 febbraio avrà luogo il sessantottesimo Festival di Sanremo. L’edizione 2018 sarà condotta da Claudio Baglioni, che ne è anche direttore artistico, insieme a Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. Quest’anno San Benedetto avrà un degno rappresentante nella categoria ‘Nuove Proposte’.

Stiamo parlando di Mudimbi, l’eclettico rapper di origini italo-congolesi nato a San Benedetto nel 1986. Il suo brano, ‘Il Mago’, ha conquistato la giuria di “Sarà Sanremo” (il 15 dicembre scorso) proiettandolo con merito sul palco dell’Ariston. Il singolo, dal ritmo accattivante è già disponibile in tutti gli store digitali ed è approdato in radio.

“La canzone – si legge nella presentazione dell’opera musicale – come il video che l’accompagna racconta di come è possibile e necessario far fronte alle negatività e sfortune del quotidiano adottando alcuni escamotages, come il rispondere “tutto bene” anche quando non è esattamente così. Un brano positivo che esorta a prendere le cose con più leggerezza, a giocare e mescolare le carte della propria vita come fa un mago. E Michel, come suo amuleto, ha scelto Orietta Berti, che già negli anni ‘70 lanciava lo stesso messaggio con Finchè la barca va”.

Mudimbi, il cui vero nome è Michel Mudimbi, nella sua biografia viene definito così: “Un artista che si colloca a metà tra la scena indie e quella rap e il cui marchio di fabbrica è, insieme alla schiettezza, una pungente ironia. Questi aspetti, che contraddistinguono lui e la sua musica, sono una reazione istintiva a una storia personale fatta di umiltà, perseveranza e rivalsa: cresciuto senza padre, con la madre che è una guida fondamentale per Michel, dopo dieci anni di lavoro in officina abbandona tutto per seguire seriamente la sua passione per la musica”.

Nella presentazione spicca l’ironia e la simpatia che, appunto, lo contraddistingue: “Inizia con il rap attorno al 2000 e, per sua stessa ammissione, impiega circa 6 anni prima di riuscire a scrivere una rima decente e 
tra il 2013 e il 2014 scrive i suoi primi pezzi e un ep di 5 tracce”.

Mudimbi, dopo tanta gavetta e varie soddisfazioni, si fa conoscere per la sua ironia dissacrante che spesso contrasta con testi crudi, provocatori e politically incorrect e nel 2017 arriva la firma con Warner Music.

Riviera Oggi è riuscito a contattare e intervistare l’artista sambenedettese.

Mudimbi, come procede la preparazione per il Festival di Sanremo?

“Sta andando molto bene anche se in realtà ancora non è successo nulla di particolare, qualche intervista a parte. Sfatato il ‘mito’ della settimana di ritiro in Tibet (n.d. scherza). In questi giorni sto tenendo le prime prove e sto ‘assaggiando’ il palco dell’Ariston”.

Quali sono i tuoi obiettivi nella prestigiosa kermesse canora?

“Il mio obiettivo principale è fare bene. Voglio farmi conoscere nel miglior modo possibile. Sanremo è una vetrina importante e voglio dare una buona impressione anche a chi non mi conosce. E dare ulteriore conferma a quelli che già mi conoscono. Dalle interviste alla performance, voglio essere al top della forma”.

Ai concerti trasmetti passione e positività, ti diverti e fai divertire. Sei a tuo agio sul palco e si è visto anche alla selezione finale. Come sarà il tuo approccio sul palco dell’Ariston?

“Tutti quelli che hanno visto la performance a ‘Sarà Sanremo’, e che conoscono il mio modo di fare nei ‘live’, non hanno notato nulla di diverso. E’ arrivata la stessa energia. E non era facile perché dalla televisione le prospettive potevano apparire diverse. Il mio messaggio è arrivato al 100% alla giuria ma per fortuna anche a casa grazie a un’ottima regia. Non è facile per le telecamere seguire i miei movimenti ma il regista è stato molto bravo. Ero a mio agio nonostante avevo solo tre minuti per dimostrare il mio potenziale. Nel rivedere l’esibizione sono rimasto soddisfatto e mi sono dato una bella pacca sulla spalla, è stata una bella sensazione. Voglio, naturalmente, ripetermi sul palco dell’Ariston”.

Per diventare un artista hai lasciato, come sappiamo, il tuo lavoro in officina e dopo tanta gavetta sono arrivati riconoscimenti importanti. E’ stato difficile questo percorso?

“Non si ottiene mai nulla per caso, questo è sicuro. La cosa che voglio sfatare è che non è così difficile come si può pensare. Tempo fa discussi con una persona, mia amica, su questo argomento perché la vediamo in maniera diversa. E’ vero che ci vuole sacrificio però tengo a far passare questo messaggio: guardandomi indietro mi rendo conto che mi sono licenziato da un posto (e stipendio) sicuro ed è stato ‘folle’, lo ammetto. Ragionavo in prospettiva e potevo andare a picco dopo qualche mese, però in corsa non mi sono reso conto di quanto la situazione poteva essere difficile. Quando sei in corsa, e lo dico a tutti quelli che vogliono intraprendere qualsiasi carriera ma sono intimoriti, non ti rendi conto di nulla e non pensi a fallire. Quando sei in ballo cominci a ballare. Non ho proprio avuto il tempo materiale per investire energia mentale nel pensare se avevo fatto male o no a lasciare tutto per provare la carriera musicale. Ho investito tutto sulla mia crescita personale e fortunatamente ho guadagnato buoni frutti. Non è così difficile come si pensa. Se ce l’ho fatta io, possono farcela tutti, dico sul serio. Non ho superpoteri, sono nato e partito da una realtà normale come San Benedetto e ora vado a Sanremo. Insomma, nulla è impossibile”.

L’anno scorso una tua trovata pubblicitaria per lanciare ‘Michel’ fece molto effetto nel nord Italia. Diverse città furono tempestate di foto e adesivi della tua immagine da bambino e qualcuno allertò addirittura la Polizia temendo una scomparsa. Cosa ci puoi dire a riguardo?

“In realtà mi auguravo che quelle immagini scaturissero qualche effetto ma non credevo pure quel tipo di clamore. La manovra originale era di stampare adesivi in vari formati e donarli ai miei fan durante i concerti senza spiegare che era la copertina del mio album. Gli adesivi servivano a farmi conoscere. Per esempio, un fan lo metteva sul diario o sul motorino e magari qualche suo conoscente cominciava a fargli domande e partiva un passaparola. Poi la cosa si è ampliata e a me, sinceramente, ha fatto molto piacere questa pubblicità. Mi è dispiaciuto se qualcuno si è spaventato ma naturalmente non era il mio obiettivo. Volevo destare curiosità e quel volto paffutello ne ha creata parecchia”.

Al Festival di Sanremo rappresenti San Benedetto. Avrai il calore dei sambenedettesi con te. Ti fa piacere, immagino.

“Certo, è una bella emozione. Non mi sono mai mai prefissato di diventare l’Andrea Pazienza del 2018 però ripensando ai sogni fatti da ragazzino, ovvero di far bene e avere l’affetto della tua gente, sono contento di tutto ciò. E’ vero che facendo rap ti scontri spesso con la realtà: all’inizio in pochi capivano il mio genere musicale. Però questa svolta, la partecipazione al Festival, ha fatto comprendere che il mio modo di fare rap è accessibile a chiunque. Non era il mio principale obiettivo ma ora mi fa piacere rappresentare la città. E poi ora non mi fanno pagare nei bar e ristoranti (n.d. ride e scherza). Tornando seri, è bello vedere gente che si interessa a me. Persone insospettabili che mi dicono che la canzone (‘Il Mago’) è bella. Vedo che regalo gioia ai sambenedettesi ed è gratificante”.

Sappiamo che sei molto legato a tua madre. Come reagirà quando ti vedrà sul palco? Recentemente hai detto che voleva amputare la tua mano dopo che l’avevi stretta con quella di Claudio Baglioni.

“Sicuramente si emozionerà parecchio come è già successo durante le selezioni ma d’altronde è mia madre. Già si emoziona quando suono il citofono. E’ contenta per me. Mi piace ogni tanto calarmi nei suoi panni e mi rendo conto che le sto dando una grande gioia. Mi racconta che in molti la contattano per complimentarsi e per un genitore è davvero bello tutto ciò. Mia madre ha fatto davvero tanto per me e io non potrò mai fare abbastanza per ringraziarla: lei mi ha cresciuto. Iniziare, però, a disseminare la sua vita di varie gioie dopo anni di sacrificio, mi fa stare veramente tanto bene. E lei sta benissimo”.

Te la senti di escludere una sua invasione di campo sul palco dell’Ariston visto il suo grande amore per Claudio Baglioni?

“In realtà non mi stupirebbe però so che non lo farebbe mai perché l’unica volta che ho provato a portarla sul palco durante un mio concerto, l’ho dovuta prendere di peso…(n.d. ride)”.

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