GIULIANOVA –  E’ stata sgominata dai Carabinieri di Mestre una banda di truffatori seriali: a finire in manette due persone, originarie della provincia di Napoli, di 42 e 51 anni. Per entrambi l’imputazione è di truffa aggravata continuata in concorso.

Ad emettere i provvedimenti restrittivi il gip di Terni, che ha rinnovato le misure cautelari emesse a giugno dal Tribunale di Venezia. Le indagini erano cominciate nell’aprile del 2016, a seguito della denuncia di un 83enne di Mira. L’uomo era stato contattato telefonicamente dai truffatori in due differenti occasioni: prima si erano spacciati per assicuratori, poi per Carabinieri. Chiamavano le vittima all’utenza fissa, mantenendo la telefonata aperta. In questo modo riattaccavano per chiamare il 112, ma dall’altra parte della cornetta trovavano sempre gli stessi truffatori, che potevano spacciarsi per forze dell’ordine. Nella circostanza, i due avevano messo in allarme l’anziano, spiegando che il figlio aveva causato un incidente ma aveva l’assicurazione scaduta. Per non avere problemi con la giustizia avrebbe dovuta pagarla immediatamente. L’uomo ha immaginato la truffa e ha chiamato subito i militari che hanno avviato le indagini.

Gli investigatori hanno scoperto altre tentate truffe da parte della coppia. È il caso del raggiro ai danni di una 86enne di Orvieto che aveva consegnato a mano ad uno dei due truffatori 1.500 euro in contanti, dopo averli prelevati allo sportello dell’ufficio postale. Alla donna era stato spiegato che il figlio aveva causato un grave incidente, e rischiava la revoca della patente se non fosse stata pagata immediatamente la somma per avviare le pratiche legali. A finire nella rete con la stessa modalità anche una 90enne di Ancona, che ha dato ai due malviventi tutto ciò che aveva in casa, 280 euro a fronte di una richiesta di 800 euro.

Una 68enne di Giulianova, invece, si era già recata in banca a prelevare 3mila euro, quando la figlia, insospettendosi, ha chiamato i Carabinieri, che hanno bloccato in flagranza di reato il 42enne, poi arrestato con la collaborazione dei militari di Napoli lo scorso mese di giugno.

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