CUPRA MARITTIMA – Tu chiamala, se vuoi, austerità. Che si manifesta anche con l’impossibilità di fornire il servizio di sostegno a bambini in età di asilo. Questo è quanto avviene in molte scuole anche se adesso ci interessiamo di quanto accade nell’Istituto Comprensivo Scolastico di Ripatransone e Cupra Marittima, poiché il Tar Marche, lo scorso 7 dicembre, (Tar Marche in Pdf), ha emesso una sentenza dove ha riconosciuto il diritto per sei bambini “all’assegnazione di un insegnante specializzato per il sostegno, con rapporto di 1 a 1 per ciascun alunno, per l’intero orario scolastico settimanale o, in subordine, almeno per le ore rispettivamente indicate dai “Gruppi H” e dalle diagnosi funzionali”.

“Il Tar ha accolto le nostre istanze – spiega l’avvocato Emanuela Fioretti – ed ha disposto l’assegnazione di insegnanti di sostegno per le ore che erano state riconosciute come dovute dai rispettivi piani educativi dei sei bambini per i quali ho presentato ricorso”.  Una decisione in qualche modo simile a quella del Tar Abruzzo, presa nel 2017 a favore del diritto al trasporto dei disabili a prescindere dalle disponibilità economiche della Regione (clicca qui). Tuttavia, ad un mese e mezzo dalla sentenza, “l’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche non ha ancora messo a disposizione gli insegnanti di sostegno e gli alunni, che hanno visto riconosciuto il loro diritto, di fatto non possono esercitarlo. Eppure un bambino con diverse capacità cognitive deve avere le medesime opportunità di sviluppo e studio di un bambino normodotato e ciò sulla base delle disposizioni costituzionali e di quelle della legge 104 del 1992″ aggiunge la Fioretti.

Ogni anno infatti l’Istituto Comprensivo Scolastico invia all’Ufficio Regionale scolastico la richiesta delle ore di sostegno per i bambini invalidi sulla base delle esigenze documentate dai docenti e dalle strutture competenti. Le ore di sostegno di cui un alunno invalido necessita, sono indicate dal Gruppo H che è un gruppo interdisciplinare che esamina le posizioni dei singoli bambini ed effettua  le richieste in vista delle attitudini di ciascun bambino e degli obiettivi di sviluppo.
Ciononostante,  gli Uffici Scolastici regionali dimezzano le ore di sostegno a disposizione degli istituti comprensivi, per motivi legati alla scarsità di fondi. Così le scuole si trovano costrette a dei giochi di prestigio, o quasi, per garantire ai bambini gli insegnanti di sostegno. E come? I bambini invalidi, invece di avere un unico insegnante per l’intero ammontare di ore previsto, condividono in due o in tre lo stesso insegnante di sostegno. Il tipo di invalidità è molto vario, ovviamente: autismo, lissencefalia, patologie del sistema cognitivo o motorio. “Alcuni non riescono a stare seduti e devono avere sostegno personale costante” ci dice l’avvocato.

A questo punto i genitori dei sei bambini, assieme alla Fioretti, hanno presentato il ricorso, poi vinto, e il decreto d’urgenza del Tar stabilisce che i bambini abbiano diritto ad avere l’insegnante di sostegno per l’intero orario scolastico, pari a 25 ore settimanali: “Tutto dipende dall’Ufficio Scolastico regionale – continua Emanuela Fioretti – Abbiamo ricevuto la massima attenzione alla situazione dei bambini dalla dirigente scolastica, la dottoressa Gaia Gentili, la quale purtroppo non ha la facoltà di disporre che vengano assunti più insegnanti di sostegno”.

Intanto, dopo le festività natalizie, l’asilo è ricominciato e la situazione resta sempre la stessa, nonostante sia stato riconosciuto un diritto costituzionale a sei piccoli bimbi. Forse, come già accaduto in passato, occorrerà agire con giudizio di ottemperanza per far nominare un commissario ad acta che disponga gli insegnanti di sostegno. Tuttavia i tempi potrebbero essere tali da giungere verso la fine dell’anno scolastico.

Tu chiamala, se vuoi, ingiustizia.

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