SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continua la saga dell’Ospedale Unico. In tanti, nella scena politica locale, si sono succeduti in questi giorni, passandosi un ideale microfono. Da Ceriscioli al sindaco di Ascoli Castelli passando per Giorgio De Vecchis e, in queste ore anche Anna Casini, che ha optato per i canali social. All’appello mancava forse una persona. Quella che, insieme allo stesso Castelli, è stata tirata in mezzo alla “querelle” con la Regione più di sovente in questi mesi. Ancor prima che l’argomento Ospedale Unico esplodesse con le voci sulla sua ubicazione e con la saga dell’algoritmo. Stiamo parlando di Pasqualino Piunti, che Riviera Oggi ha deciso di intervistare. Di seguito le sue parole.

Buonasera sindaco. Da giorni si fa un gran parlare di Ospedale Unico e, a turno, di algoritmi e di conferenza dei sindaci per deciderne l’ubicazione. Lei che idea si è fatto?

“Le idee della Regione sono poche ma ben confuse, tranne una. Ovvero quella di riproporre ogni volta l’araba fenice dell’Ospedale Unico. Dico araba fenice perché che ci sia ognun lo dice dove sia nessun lo sa. Io a questo gioco mi sottraggo perché se mi domandano se voglio l’ospedale unico io rispondo ben venga e se la domanda è lo vuoi a Centobuchi rispondo ancora ben venga. Ma i sambenedettesi non si fanno prendere in giro”.

Le si sente preso in giro quindi dalle parole del governatore?

“Io a Ceriscioli dico non giocare con noi, glielo dissi anche un anno fa durante il consiglio aperto sulla sanità. Dico questo perché prima di sapere l’ubicazione dell’ospedale voglio sapere dove sono i soldi e dov’è l’azienda ospedaliera. Bisognerebbe anche capire cosa prevede per la nostra città il piano sanitario. Per il resto a me interessa solo che la sanità nella mia città funzioni. Prima di parlare di ospedale unico voglio anche altre risposte.”

Su quali argomenti?

“Voglio sapere quando avremo gli stessi posti letto del Nord delle Marche, voglio sapere dove va a finire la nostra mobilità passiva e cosa va a ripianare in realtà, anche se sono conscio che una buona fetta arriva dalla sanità privata. Poi voglio sapere come e quando verranno sostituiti i primari che stanno andando via (Groff e Murri n.d.r) e voglio sapere dal governatore cosa intende fare con il sottodimensionamento del personale e quali sono le politiche che vuole adottare per l’emergenza, visto che il nostro pronto soccorso fa più accessi di tutti.”

Non è detto che sia facile, o rapido, rispondere a queste domande. 

“Per parlare di ospedale unico ci vogliono trenta secondi, una vita per risolvere i problemi che ho indicato. Questo perché tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, hanno penalizzato sempre la nostra città. Io do una quota di colpa a Ceriscioli ma anche a chi ci dovrebbe rappresentare e difendere in Regione, a chi è espressione del nostro territorio (un riferimento che pare scontato a Fabio Urbinati, per lo meno a giudicare anche da quanto espresso in passato dal sindaco n.d.r.)”.

La veicolazione di Centobuchi come luogo per l’ospedale di Vallata è qualcosa che può toccare i rapporti fra Ascoli e San Benedetto o fra lei e Castelli? Si può creare una guerra di campanile?

“Se è una mossa politica, al pari di ritirare fuori l’argomento ospedale unico ogni volta che si vota, è la cartina di tornasole di quella che è la politica regionale. Io non ho mai guardato i campanili ma guardo a San Benedetto, perché sono responsabile della salute e della sicurezza dei cittadini. Per il resto non mi faccio condizionare dalle bandiere politiche, e non guardo neppure se uno è del mio partito oppure no”.

 

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