Di Alessandro Maria Bollettini

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È stato un 2017 da sogno quello di Luca Addarii, ragazzo sambenedettese di 23 anni che si è saputo imporre in diversi ambiti con la stessa concretezza e determinazione: dalle Beach Arena di tutta Italia, in cui ha conquistato Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Scudetto con la Samb Beach Soccer, diventando uno degli eroi del Triplete; al suo lavoro di grafico, che lo ha portato a creare un suo marchio dal nome “Made in SBT”, con cui sta sfornando giochi da tavolo, gadgets e perfino elementi di vestiario.

A coronare questa annata così densa è stato sicuramente il riconoscimento ricevuto in Comune dal Sindaco Pasqualino Piunti, che gli ha conferito il Gran Pavese Rossoblu, traguardo incredibile per un 23enne.

Vi riportiamo ora l’intervista tenendo a ringraziare particolarmente Luca Addarii, che si è reso disponibile nonostante si trovasse in vacanza all’estero.

Ciao Luca, vieni da un 2017 straordinario: credi sia ripetibile un’annata del genere?

“Ciao a tutti! Penso che un’annata come questa sia quasi inimmaginabile da ripetere, ma visti i nostri risultati e conoscendo il nostro gruppo nulla è impossibile”.

Cosa hai provato quando hai ricevuto il Gran Pavese Rossoblu a soli 23 anni?

“Il Gran Pavese per me , così giovane, è motivo di grande orgoglio e onore, è un premio così importante per la città di San Benedetto! Ma allo stesso tempo è stato secondo me giusto, perché ha ripagato tutti i trofei vinti in questa stagione”.

Qual è il segreto della Samb Beach Soccer? Dall’esterno sembra un gruppo unito, che trova in te uno dei punti di coesione più forti.

“La Samb non ha tanti segreti: la Samb è una famiglia unita e coesa che ha come punto di forza il gruppo ed il cuore rossoblu;  tutti quelli che vengono qui capiscono subito come funziona e io, che sono del posto, “servo” ad inculcare questa mentalità e questo senso di appartenenza…”.

Credi che ci siano delle possibilità di fare bene anche nella Euro Winners Cup?

“Penso di sì, anche se la Euro Winners è una competizione di livello internazionale ed il livello è più alto, credo che se si riconfermerà la stessa squadra ce la giocheremo con tutti e andremo avanti nel torneo”.

Ti do degli spunti: 6 agosto, Beach Arena, palla vagante e tifo assordante: ci racconti quel momento? (Si fa riferimento alla finale Scudetto giocata a San Benedetto in cui un gol di Addarii negli ultimi secondi portò la Samb ai supplementari e poi alla vittoria, nda)

“Beh, momenti del genere sono difficili da descrivere (n.d.r. sorride), ma ci provo: è sbucata quella palla lì, in mezzo a delle gambe, ho stoppato e ho tirato; mi è andata bene perché la palla è entrata ed è stato un gol fondamentale per la finale. Ho provato tanta emozione e gioia, ripensandoci avrei esultato ancora di più, perché segnare davanti alla tua gente in finale un gol decisivo è come un sogno, però in quel momento non capivo niente dall’adrenalina: il finale poi lo conoscete tutti”.

Nonostante la giovane età sei uno dei giocatori più vincenti in circolazione, per una chiamata in Nazionale è solo questione di tempo?

“Ho 23 anni ed ho vinto due Scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane, inoltre ho anche qualche esperienza all’estero: non male come palmares no? Comunque la Nazionale è l’obiettivo di tutti, ed anche il mio: mi piacerebbe indossare la maglia azzurra, cerco di lavorare bene ogni anno, con passione ed umiltà, sperando che arrivi questa fatidica chiamata”.

Il tuo attaccamento alla città ti contraddistingue, non solo in campo ma anche nella vita lavorativa: Made in SBT sembra essere diventato un vero brand, prospettive per il futuro?

“Made in SBT è un mio marchio e comprende tutto quello che è legato alla città di San Benedetto; poi il binomio con la Samb Beach Soccer e il brand mi ha aiutato molto a crescere e a pubblicizzarmi. Abbiamo idee per il futuro e ci stiamo lavorando, cercando di fare sempre cose innovative dalle tinte rossoblu”.

Il Mercante in Fiera ebbe grande successo, così come il nuovo gioco da tavolo Made in SBT: ma quanto lavoro c’è dietro?

“Il lavoro dietro è abbastanza, soprattutto per quest’ultimo gioco, dall’idea alla realizzazione grafica, all’assemblaggio dei giochi materiali… non è stato semplice, ma ce l’abbiamo fatta”.

Visto il successo ottenuto, avete in mente altri progetti per il prossimo periodo natalizio?

“Sì, qualcosa in cascina c’è, però dobbiamo aspettare il natale 2018! (n.d.r. sorride)”.

Tornando al calcio, vorrei passare dal rettangolo di sabbia a quello verde: che prospettive hai? Rimorsi?

“Beh, il calcio è la mia vita e fino a quando non ho conosciuto il beach soccer è stato il mio sport principale. Tutt’ora gioco in Promozione e in più mi è utile per tenermi allenato per la stagione estiva. Non ho rimorsi, forse il non aver sfruttato qualche occasione in più, a causa anche dell’incrocio tra calcio e beach soccer…”.

Sogni di giocare un giorno nella Samb anche nel classico calcio a 11? Credi sia possibile?

“Quello è il sogno che tutti i bambini hanno quando nascono a San Benedetto no? E magari segnare un gol in rovesciata sotto la Nord… ma credo che sia impossibile! Però mai dire mai, la vita è così strana: se si presentasse l’occasione firmerei ad occhi chiusi, anche gratis”.

Salutiamo Luca Addarii, augurandogli altri grandi successi per il suo 2018!

“Grazie a te e tanti auguri anche alla redazione! E che sia un 2018 ancora più vittorioso di questo passato…(n.d.r. sorride)”.

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