SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ultima commissione prima dell’atteso voto del consiglio comunale sul project piscina è praticamente una “non commissione”. L’ultimo incontro fra forze politiche sul tema più rumoroso degli ultimi anni di politica sambenedettese, si svolge paradossalmente in silenzio per la maggior parte del tempo. L’opposizione decide infatti di non entrare nel merito della delibera di giunta che sabato il consiglio sarà chiamato a confermare. Almeno non più di quanto fatto negli ultimi mesi di intense battaglie sul tema piscina, nei fatti trasformando la commissione Lavori Pubblici del 20 dicembre in una sorta di protesta non verbale.

Ma procediamo per gradi. Il project financing, nella serata del 20 dicembre, fa il suo ultimo passaggio in commissione Lavori Pubblici prima del voto dell’assise (atteso per il 23 dicembre), che sarà chiamato a confermare la delibera di giunta dello scorso 11 dicembre. Proprio per quanto riguarda il contenuto della delibera, stamattina è andata in scena una riunione urgente per rettificare alcuni errori materiali sulla delibera di lunedì, mentre Andrea Assenti spiega che le condizioni poste sul project dai tecnici (ricordiamo i pareri di Polidori e le sue prescrizioni, inserite anche nel’istruttoria finale del Rup) sono state accettate il 14 dicembre dai proponenti. A quel punto, dopo un’introduzione dello stesso assessore sui contenuti tecnici del voto di sabato, con tanto di progetto messo sul tavolo, toccherebbe ai consiglieri alimentare le discussioni. E tutti scommettono che, dato l’argomento, l’opposizione possa fare un ultimo appello e rinnovare le critiche espresse in questi mesi.

E invece tutti gli esponenti rimangono in silenzio. “E’ un silenzio che dice molto” sottolinea rompendo il ghiaccio Bruno Gabrielli “fa davvero specie”. La sensazione è che l’opposizione abbia finito le armi dialettiche a disposizione, anche perché le stesse sono state quasi tutte esaurite nei mesi scorsi, senza che lo scopo politico di poter far cambiare idea alla maggioranza sia andato minimamente a segno. E lo stesso Gabrielli conferma il sentore: “C’è la netta sensazione che questo discorso si trasferirà da questa sede a quelle giudiziarie. Mi rammarico di questo percorso – prosegue il consigliere azzurro – che il presidente del consiglio poteva portare avanti diversamente” chiosa Gabrielli con riferimento a un assente Giovanni Chiarini, mettendoci chiaramente anche un po’ dell’esperienza personale dell’ultimo anno.

“Non abbiamo più nulla da consigliare perché tutti i nostri consigli sono passati inascoltati” dice invece Giorgio De Vecchis, il primo oppositore del project, e anche uno dei più convinti nel corso dell’ultimo anno. A questo punto la commissione si chiude formalmente e tutti si alzano. Non prima però, che lo stesso Andrea Assenti, forse spiazzato anche lui dal silenzio della minoranza, precisi alcuni aspetti. Magari anche a scacciare quella sensazione di “protesta silenziosa” che il comportamento della minoranza sta a significare. “Questa è la sesta commissione che si fa sul project, non c’è stata una giunta-bunker (quella dell’11 dicembre n,d.r.). Sono 11 mesi che discutiamo sull’argomento, io penso che ci sia stato un adeguato interesse e un adeguato dialogo” sono le ultime parole dell’assessore e della commissione.

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