SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Buon giorno presidente, come va? Abbiamo visto la sua soddisfazione per il premio come miglior presidente ricevuto a Paestum lunedì scorso. Quanto deve a lei stesso e alla Samb visto che l’ambito premio è arrivato alla sua prima esperienza da proprietario unico…

“Certo, e anche se ogni tanto in momenti negativi penso di lasciare, non rinnego assolutamente la mia decisione. San Benedetto è una piazza unica per certi aspetti e vincere qui ha un sapore tutto particolare. Per la storia e per una passione infinita verso la squadra alla quale la città vuole bene come fosse sua figlia. Diciamo che il merito va diviso a metà tra la mia famiglia e voi sambenedettesi.”

Passiamo al calcio giocato. Il 2017 com’è stato? In base alle risorse impiegate i risultati della squadra la soddisfano?

“Sapete benissimo che io voglio sempre di più ma, a questo punto, devo ammettere che non posso lamentarmi vista la posizione di classifica che è buona con soltanto due squadre davanti. Sono venuto a San Benedetto con ambizioni anche superiori che mi piacerebbe raggiungere. Gli sforzi economici sono finalizzati all’obiettivo che è nel dna della vostra storia calcistica. Senza però fare ‘passi esagerati’ che, se poi incontrano ostacoli, non rallentano il cammino ma lo fanno fermare… È la mia filosofia che ritengo saggia”

Io credo di conoscere bene sia lei che l’ambiente sambenedettese ma ho la ‘strana’ impressione che, soltanto lei da patron ed io da tifoso, riteniamo la serie cadetta un obiettivo raggiungibile subito (a fine intervista spiegherò i perché della mia convinzione Ndd) senza passare per la lotteria dei play off che è, secondo gli ‘altri’, l’unica prospettiva.

“Ho già detto che sono uno che non si accontenta mai anche quando le imprese sembrano impossibili, ma non è questo il caso nostro. Sono convinto infatti che la squadra che i miei collaboratori hanno messo a disposizione di Moriero prima e Capuano adesso sia da primissimi posti, per cui non escludo la possibilità di raggiungere il primo.”

Cosa non ha funzionato con Moriero e potrebbe funzionare con Capuano? Dico potrebbe perché in effetti finora entrambi hanno vinto tre gare fuori casa e perso punti al Riviera delle Palme.
“I numeri dicono questo e potrebbero dire di più con i punti persi a Vicenza che abbiamo letteralmente regalato nel finale di gara. È oggi il mio più grande rammarico poi rattristato dall’incidente al nostro tifoso al quale auguro buone feste e una sollecita guarigione”

Eppure in entrambi gli allenatori non ho mai visto la consapevolezza di avere una squadra da promozione. Sia Moriero che Capuano recentemente hanno detto “Esistono squadre superiori alla Samb e soltanto un mercato all’altezza potrà bilanciare una differenza che adesso esiste oltre ogni dubbio“, lo hanno spesso ribadito pubblicamente.

“Ritengo che Capuano abbia in più esperienza e carisma nei confronti dei calciatori i quali, almeno fino ad oggi, lo stanno seguendo di più. L’esonero di Moriero fu comunque generato dai risultati che sono per me la migliore ‘cartina al tornasole’ in un gioco così complesso come il calcio.”

Devo dedurre che lei punta alla promozione diretta come miglior regalo al versante sportivo della città per il 2018 che è alle porte. Traguardo sicuramente più facilmente raggiungibile con qualche regalo sotto… l’albero del mercato. Lei che oltre ad essere un presidente serio è anche un grande conoscitore del calcio, come dimostrano i suoi interventi di fine gara, cosa consiglia per far sì che anche Capuano possa dire “adesso siamo alla pari di altre società più attrezzate della Samb”?

“Non credo che serva un grande intenditore di calcio per indicare i rinforzi che servono alla Samb: un centravanti capace e smaliziato ed un centrocampista in grado di far girare meglio la palla e di far crescere il rendimento di giovani talenti, come Bove e Vallocchia, che sono comunque già a buon punto”.

Prima degli auguri mi preme una domanda: il sindaco della città ci ha detto che il 2018 potrebbe essere l’anno in cui verrà trovata una soluzione per il decrepito vecchio stadio “F.lli Ballarin”. A che punto è il suo proposito di accordo con la Samb per il suo utilizzo?

“È rimasto tutto fermo al primo incontro dopo la mia idea-proposta. Certamente quel rudere non è degno, anche per il punto in cui si trova, di una bellissima località come San Benedetto.”

Allora lasciamo spazio ai suoi auguri ai tifosi rossoblu.

“Faccio i miei personali auguri e quelli della mia famiglia a tutta la città per il Santo Natale e per un 2018 meraviglioso ricco di soddisfazioni sportive e non”

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PERCHÈ CREDERE ALLA PROMOZIONE DIRETTA IN SERIE B

Come annunciato spiego i motivi per i quali ritengo che la Samb può vincere il campionato e quindi salire tra i cadetti. Tanti i “pro”, un “contro”.
PRO
1- Ha davanti due sole squadre che hanno entrambe disputato una partita in più in casa e una meno fuori. Se si inizia a vincere in casa con squadre meno forti come indica ora il calendario, l’attuale distacco (a meno 5 dal Padova e a meno 1 dal Renate) è virtualmente già ridotto. Da considerare altresì che in serie C è normale fare più punti in casa che fuori. Indispensabili per vincere i campionati
2- Sia il Padova che il Renate non sono state superiori alla Samb nei confronti diretti.
3-La crescita dei nostri giovani talenti è potenzialmente in corso e potrebbe risultare la carta decisiva.
4-Tra le squadre che seguono non si intravede una formazione come il Parma, che un anno fa aveva un punto meno della Samb ed era a 5 punti dalla seconda in classifica. Reggiana, Pordenone e Triestina non sembrano in grado di ripetere l’exploit degli emiliani.
5-La Samb ha le idee chiarissime sui suoi punti deboli, quelli che ha elencato in modo chiarissimo Franco Fedeli.

CONTRO
1- La mentalità generalizzata (non si parla solo di Moriero e Capuano, che potrebbero avere i loro comprensibili e personali motivi) che la società rossoblu avrebbe un organico inferiore ad altre squadre. Un solo ‘contro’ che però potrebbe essere determinante a livello psicologico come lo fu nelle due occasioni in cui la Samb aveva la serie A a portata di mano ma quasi tutti dicevano “Essù, noi in serie A ma siete matti?“. Insomma un’eresia secondo molti sambenedettesi di allora. Città come Empoli, Carpi, Frosinone, Ascoli, Benevento eccetera hanno dimostrato nel tempo che non era un’eresia ma un fattore di stabilità futura, economica e non.

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