SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mercoledì 20 dicembre il Cine-Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto riapre le sue porte agli spettacoli cinematografici, parte infatti CinemalCentro, un progetto che non intende solo riportare il cinema al centro della città, ma vuole rimetterlo anche al centro dell’offerta culturale della riviera. La programmazione è curata dal Cinema Margherita di Cupra Marittima, con il patrocinio del comune di San Benedetto del Tronto.

La serata inaugurale inizierà alle 20.30 con la proiezione di Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. A seguire ci sarà “Storie di Cinema”: incontro con gli attori Giorgio Colangeli e Ilenia Pastorelli che sarà coordinato da Simone Gambacorta. Insieme agli ospiti e a tutti i presenti ci sarà poi un brindisi inaugurale. L’ingresso alla serata è gratuito

Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei. Il film ha vinto otto David di Donatello 2016.

Ilenia Pastorelli ha debuttato come modella, raggiungendo la notorietà partecipazione a Grande Fratello 2011. Ha debuttato sul grande schermo nel 2015 accanto a Claudio Santamaria e Luca Marinelli nel film Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, ottenendo grossi consensi da critica e pubblico per la sua prova attoriale. Per la sua interpretazione vince il David di Donatello 2016 come migliore attrice protagonista.
Nel 2017 è una delle protagoniste del primo film di Laszlo Barbo dal titolo Niente di serio. Ha inoltre lavorato con Carlo Verdone per la realizzazione del film Benedetta follia dove interpreta, nel ruolo di protagonista, la parte di Luna. Il film sarà distribuito nelle sale italiane a partire da giovedì 11 gennaio 2018.

Giorgio Colangeli comincia l’attività dell’attore nel 1974. Tra i suoi lavori figurano i film Pasolini, un delitto italiano (1995) di Marco Tullio Giordana, e La cena (1998) di Ettore Scola, per cui vince il Nastro d’argento, come miglior attore non protagonista, e il film L’aria salata (2006) di Alessandro Angelini, per cui vince il David di Donatello 2007, come miglior attore non protagonista. Nel 2008 ha interpretato Salvo Lima nel film Il divodi Paolo Sorrentino. Nel 2010 prende parte a 20 sigarette, opera prima di Aureliano Amadei. Nel 2012 è nel cast di Romanzo di una strage sotto la guida esperta di Marco Tullio Giordana. . Nel 2015 è interprete ne L’attesa di Piero Messina. È noto al grande pubblico anche per la partecipazione alle fiction Braccialetti Rossi e Tutto può succedere di Rai1.

Simone Gambacorta è nato nel 1978 a Torino e da sempre vive a Teramo. Giornalista, scrive dal 2001 di libri e letteratura. Cura le pagine culturali del quotidiano di Teramo “La Città”. Dopo aver diretto dal 2006 al 2008 il Festival letterario Lib[e]ri.

 

Lo chiamavano Jeeg Robot: Enzo Ceccotti, un pregiudicato di borgata, entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere una forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’Acciaio. (www.trovacinema.it)

“Quello di Lo chiamavano Jeeg Robot è un trionfo di puro cinema, di scrittura, recitazione, capacità di mettere in scena e ostinazione produttiva, un lungometraggio come non se ne fanno in Italia, realizzato senza essere troppo innamorati dei film stranieri ma sapendo importare con efficacia i loro tratti migliori. Soprattutto è un’opera che si fa portatrice di una visione di cinema d’intrattenimento priva di boria e snoberia intellettuale, una boccata d’aria fresca per come afferma che il meglio di quest’arte non sta nel contenuto o nel tema ma nella forma (da cui tutto il resto discende). Nonostante un budget evidentemente inadeguato al tipo di storia Lo chiamavano Jeeg Robot è un trionfo di movimenti interni alle inquadrature, di trovate ironiche e invenzioni visive, un tour de force di montaggio creativo e fotografia ispirata (per non dire di effetti digitali a costo contenuto), tutto ciò che serve per raccontare un mito senza crederci troppo e divertendosi molto.”

Copyright © 2018 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 379 volte, 1 oggi)