FERMO – La gestione dell’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti asilo sul territorio provinciale prosegue sul binario della massima collaborazione inter-istituzionale tra pubbliche Autorità e tra queste e  l’associazionismo del terzo settore, regolarmente accreditato, a cui vengono affidate le persone migranti.

Il coordinamento portato avanti dal Capo di Gabinetto della Prefettura attraverso un lavoro sinergico posto in essere con Carabinieri, A.S.U.R. e una Cooperativa gestore di C.A.S. per migranti ha portato all’arresto, grazie all’Autorità Giudiziaria intervenuta con la massima tempestività, di un cittadino straniero richiedente asilo.

Nei confronti dello stesso, infatti, il Prefetto di Fermo, con provvedimento fondato sui presupposti di urgenza ed indifferibilità, aveva revocato le misure di accoglienza, per aggressioni fisiche e comportamenti violenti nei confronti della propria moglie, già ospite insieme ai figli di anni uno e anni due in altra struttura di questa provincia.

A seguito dei gravi maltrattamenti fisici subiti dalla donna, è stata ricoverata presso l’Ospedale di Fermo con prognosi di 30 giorni per “contusione renale, trauma cranico, ecchimosi palpebrale e contusioni varie”.

“Si ringrazia, al riguardo, la Direzione Sanitaria dell’Ospedale Murri di Fermo, per aver saputo gestire con la delicatezza del caso il ricovero della donna, in un contesto di significativa delicatezza su diversi fronti: psicologico e assistenziale oltre che clinico” fanno sapere dalla Prefettura.

La madre, insieme ai due figli, è ora ospite presso una struttura protetta, gestita da un’associazione specializzata nel settore dell’assistenza a donne vittime di violenza, grazie alla “Rete territoriale locale antiviolenza”, che è stata da subito attivata da questa Prefettura – per il tramite dell’Ambito Sociale XIX – applicando il contenuto del Protocollo sulla “Violenza di genere” sottoscritto in Prefettura meno di un mese fa.

Al fine di non avere soluzione di continuità tra l’azione amministrativa posta in essere dalla Prefettura e le possibili misure di natura giudiziaria nei confronti del marito, si è immediatamente instaurato un virtuoso dialogo tra pubblici poteri dello Stato presenti sul territorio provinciale, che ha portato alla misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, eseguita questa mattina dal Comando Stazione Carabinieri di Montegranaro, che ha seguito la vicenda sin dal suo nascere, sotto il coordinamento del Comando Compagnia di Fermo.  

Ai carabinieri che hanno condotto l’azione info-investigativa va il ringraziamento del Prefetto Maria Luisa D’Alessandro, a conferma della massima professionalità e puntualità nelle attività di istituto che quotidianamente pongono in essere.

Giova evidenziare e ribadire, che la quasi totalità dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, ospiti nei centri di accoglienza straordinaria in questa provincia, sono persone che non hanno mai dato problemi di alcun genere e che, anzi, si sforzano nell’essere il più collaborativi possibile, anche attraverso le attività di volontariato di pubblica utilità con i Comuni nei cui territori sono ospitati, attuando, in tal modo, i protocolli di intesa sottoscritti tra Prefettura, Sindaci e Soggetti gestori delle strutture di accoglienza.

Persone che seguono i corsi di italiano e i tirocini formativi proposti dai gestori dei centri in cui sono ospiti, nella speranza di integrarsi nel tessuto sociale, premessa fondamentale per una pacifica convivenza.

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