SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Taglio del nastro, dati positivi, prospettive future. La giornata di inaugurazioni che vive il “Madonna del Soccorso” è una vetrina importante per i vertici regionali in materia politico-sanitaria e accanto a un Ceriscioli versione “Cicerone” che guida tutti nei meandri della sanità marchigiana c’è un direttore, Alessandro Marini, addirittura di ispirazione “napoleonica” con tanto di ambizioni e valutazioni “imperiali” come “la sanità marchigiana è la migliore del Paese”. Una frase, quella del capo dell’Asur, che fa da preludio anche a un richiamo alla stampa e all’opinione pubblica picena che per Marini “dovrebbe mettere da parte le strumentalizzazioni e le ombre dei campanili”.

A riportare i vertici sanitari e politici della Regione coi piedi per terra e ai piedi della passerella delle inaugurazioni, ci prova, un po’ a sorpresa, Giorgio Cipollini, responsabile della funzione pubblica della Cisl per la sanità provinciale. Autore di un intervento fuori menù, il sindacalista prima “alliscia”  Ceriscioli & Co. (“siamo felici dei tagli dei nastri, ne vorremmo uno al mese”) per poi stuzzicare. “Quello che state facendo è importante ma non dobbiamo dimenticare che la sanità picena viene da lustri di emarginazione. Stiamo lentamente recuperando un gap consistente” continua Cipollini che arriva a trattare un argomento piuttosto consistente: le risorse sanitarie.

“Vorremmo una distribuzione equa delle risorse sanitarie su tutta la Regione – pungola – e non vorremmo più vedere i finanziamenti legati solo al computo degli abitanti di una provincia, bensì al numero di prestazioni erogate. Noi, nel Piceno, abbiamo un alto indice di mobilità attiva (attraiamo, in pratica, pazienti da fuori regione n.d.r.) e di questo dobbiamo tenere conto” tuona l’esponente della Cisl. Un’ultima valutazione sulla sanità del Piceno, Cipollini la fa poi tastando il polso della sanità privata: “Perché nel nostro territorio c’è una grande presenza di strutture sanitarie private? Forse – si dà una risposta – perché il privato è attratto da una debole concorrenza della sanità pubblica.”

Cipollini non è nuovo a esternazioni di questo tipo sulla sanità locale. Nel 2013, infatti, Riviera Oggi lo intervistò e anche in quell’occasione il sindacalista parlò di “discriminazioni” della Regione verso l’Area Vasta 5. IL VIDEO di quattro anni fa.

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