GROTTAMMARE – Dopo diverse riunioni e vari confronti, finalmente Grottammare adotta un nuovo strumento di partecipazione alla vita pubblica della Città.

Mercoledì 22 novembre il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’istituzione della Consulta per la disabilità. La seduta viene introdotta dall’accoglienza della nuova consigliera comunale Stefania Fares, tra le file di Solidarietà e Partecipazione, al posto del dimissionario Gabriele Palestini. La neo consigliera inaugura il suo mandato con queste parole: “Siedo qui con la volontà di fornire il mio contributo a Grottammare, per questo metto a disposizione le mie competenze e offro il contributo modesto di chi, per la prima volta, si inserisce nella vita politica del proprio paese”.

Il percorso che ha portato alla creazione di una nuova Consulta (il Comune di Grottammare è dotato di altre tre Consulte: Consulta per la fratellanza tra i Popoli, Consulta degli stranieri, Consulta per le Pari Opportunità) è iniziato prima dell’estate, con il coinvolgimento delle associazioni e delle persone con disabilità del territorio.

Promuovere una cultura attiva dell’inclusione è uno degli obiettivi principali, attraverso attività di informazione, vigilanza, ricerca, conoscenza delle necessità e, in generale, ogni altra azione utile al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie e favorendo la più ampia partecipazione possibile alla vita pubblica delle stesse.

Interviene, in merito al risultato ottenuto, il presidente della Consulta Giuseppe Greco: “Durante la prima riunione sembrava si stessero alzando i toni, ma alla fine ha vinto la sensibilità e il senso di civiltà; posso ritenermi più che soddisfatto del traguardo raggiunto”.

Esprime la propria soddisfazione anche il sindaco Enrico Piergallini: “Abbiamo fatto un bel lavoro già dalle commissioni che hanno preceduto l’approvazione in Consiglio. L’unanimità era fondamentale per evitare di far involvere un argomento come questo nel solito dibattito politico. Ci tenevo a dimostrare che in queste situazioni, quando si scrivono le regole, è giusto che tutti siano d’accordo. Se non ci fosse stata unanimità avremmo rinviato la seduta; fortunatamente ciò non è servito”.

A breve, sarà inoltrato un avviso pubblico che richiamerà l’attenzione du questo argomento, invitando coloro che vogliono partecipare ad aderire, come indicato nell’articolo 3 del Regolamento (testo integrale in allegato

La composizione della Consulta, infatti, prevede la partecipazione di: sindaco o suo delegato, dell’assessore all’Inclusività sociale o suo delegato, un consigliere di maggioranza e uno di minoranza, un rappresentante di ogni associazione legalmente riconosciuta che operi nel territorio comunale e ne faccia richiesta, un rappresentante di ogni organizzazione professionale/imprenditoriale che operi sul territorio che chieda di farne parte e, appunto, ogni privato cittadino sensibile ai problemi della disabilità che chieda di dare il proprio contributo alla Consulta.

Gli organi della Consulta comunale per la disabilità sono: l’Assemblea (composta da tutti gli aderenti), il Comitato di Coordinamento (dura in carica 3 anni e composto da 9 componenti: presidente, vice presidente, 3 eletti dal Consiglio comunale, 4 eletti dall’assemblea), il Presidente e il vice presidente (in carica per 3 anni). La Consulta dovrà riunirsi almeno due volte l’anno, su convocazione del Presidente o su richiesta di almeno 1/3 dell’Assemblea o di almeno 4 componenti del Comitato di coordinamento.

Discussi anche gli altri quattro punti all’ordine del giorno a tema finanziario, data la scadenza tecnica del 30 novembre per eseguire gli ultimi aggiustamenti di bilancio dell’anno. I punti sono stati approvati con il voto della sola maggioranza, contrari tutti i gruppi di minoranza.

 

 

 

 

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