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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era una domenica da allarme rosso, quella prevista a Vicenza il 5 novembre. Il rosso che tutti temevano riguardava le previsioni del meteo: piogge abbondantissime erano attese su tutto il Veneto. E piovve, infatti, ma senza quella veemenza attesa. Altro e inaspettato fu il rosso di quella giornata. Un rosso sangue, quello che circondava la testa di Luca Fanesi, steso su un marciapiede di viale Trissino, col volto riverso sul marciapiede. Una pozza di sangue.

LA SETTIMANA Al Romeo Menti si gioca Vicenza-Samb, dodicesima giornata del campionato di Serie C, girone B. I veneti arrivano da due sconfitte consecutive e da una situazione societaria difficile. Ben altra situazione a San Benedetto: 10 punti in 4 partite, terzo posto a due punti dalla capolista Padova. Così dalle Marche si organizza una trasferta molto numerosa, considerata la distanza. Trecento i biglietti venduti a San Benedetto già nella giornata di giovedì, 500 nella mattina del sabato. Saranno 575 i tifosi che partiranno per la città palladiana. Tre i pullman, molti altri con pulmini e automobili.

L’ARRIVO A VICENZA Sono 439 i chilometri percorsi dai tifosi sambenedettesi in direzione nord. I mezzi non partono tutti assieme. I tre autobus sono organizzati dai tifosi della Vallata del Tronto, dall’associazione Noi Samb e un altro dalla tifoseria organizzata. Questi autobus, una volta usciti dall’A4, vengono scortati fino allo stadio Romeo Menti, vecchio impianto vicentino più volte ristrutturato che si trova vicino al centro cittadino e comunque in piena zona urbana. Diversa invece la sorte dei pulmini e le automobili. Questi, alla presenza delle forze dell’ordine, vengono fatti scendere e quindi salire su alcuni pullman di linea, tre per la precisione. Il numero dei tifosi giunti con mezzi propri tuttavia è superiore alla capienza dei tre pullman di linea disponibili. Si attende un po’, forse l’arrivo di un quarto autobus, cosa che non avviene. A quel punto i tifosi che non hanno trovato posto sugli autobus di linea, si spostano verso lo stadio a bordo dei loro mezzi, scortati.

LA PARTITA Le due squadre non si incontrano dal campionato di Serie C del 1992-93. Se la curva rossoblu vive un momento di entusiasmo, i supporter vicentini invece sono in contestazione. Nessuna acredine tra le due tifoserie anche se dalla curva della Samb partono i classici “cori da stadio” contro l’opposta tifoseria, forse a causa dell’amicizia di questa con il Pescara, rivale storica dei sambenedettesi. Voci precedenti alla partita segnalano addirittura la presenza di tifosi del Pescara a Vicenza, circostanza non confermata né da noi confermabile. La situazione resta comunque più che tranquilla, almeno fino al fischio finale: anzi nella ripresa la tensione è tutta nella curva di casa, dove diverbi tra tifosi portano a lievi tafferugli tra supporter biancorossi (uno sarà sottoposto a cure del Pronto Soccorso). Poi il Vicenza recupera lo svantaggio pareggiando all’ottantesimo e segnando il gol della vittoria al 92esimo. A quel punto l’eccitazione per la vittoria inaspettata fa reagire il pubblico di casa nei confronti degli ospiti. Nulla di trascendentale al di là dei rituali cori da stadio, e tutto sembra terminare lì.

FUORI DALLO STADIO I 600 tifosi rossoblu tornano nei mezzi parcheggiati dentro la cancellata del Romeo Menti, in curva nord. Da qui partono scortati, con almeno una camionetta della polizia a capo della carovana e un’altra a chiudere. I mezzi superano via Schio e da qui imboccano viale Trissino. Il percorso però si interrompe dopo appena un centinaio di metri.

I VICENTINI Oltre l’aiuola spartitraffico che divide viale Trissino da via Arzignano sono presenti una decina, forse quindicina di tifosi vicentini i quali, al passaggio dei pulmini, iniziano a lanciare fumogeni e sassi contro le vetture. Intanto la camionetta di scorta della polizia ha superato l’incrocio con l’aiuola spartitraffico assieme ai tre autobus di linea, staccandosi dal resto della carovana. I pulmini, che guidano il serpentone seguiti dai tre pullman giunti direttamente da San Benedetto, si fermano. Dai pulmini scendono i tifosi rossoblu. Sono una quarantina almeno. I tifosi del Vicenza forse colti di sorpresa e in inferiorità numerica, retrocedono quasi tutti, esclusi due di loro. Soprattutto uno, fisicamente imponente, avanza al centro della strada anche se contemporaneamente la camionetta della polizia, che prima aveva superato l’incrocio, torna indietro.

L’INTERVENTO DELLA POLIZIA La camionetta si ferma di fronte all’aiuola spartitraffico, perpendicolarmente al percorso di marcia, esattamente nel punto dove convergono le strisce pedonali. Da qui scendono almeno 6 o 7 poliziotti. Il loro intervento fa sì che i tifosi sia di San Benedetto che di Vicenza si allontanino dalla strada e tornino indietro. Vi sono dei tentativi di inseguimento, alcuni tifosi di San Benedetto vengono sicuramente colpiti. Uno cerca di scappare, viene inseguito da un agente e scivola. Due sambenedettesi si avventano su di lui e costringono il poliziotto a mollare la presa.

LUCA FANESI Anche Fanesi scende da uno dei pulmini. Non partecipa direttamente agli scontri, in realtà abbastanza limitati. Qui il nostro racconto deve procedere con quanto detto già domenica scorsa al sit-in dei tifosi davanti allo stadio Riviera delle Palme. Mettiamo il corsivo: Luca è stato colpito alla testa e poi ancora quando era a terra, con il manganello. Su questo passaggio attendiamo ulteriori approfondimenti e verifiche, in quanto, essendo estremamente delicato e significativo, preferiamo attendere ancora prima di descrivere puntualmente gli accadimenti.

Nella foto Google Maps, indicata dalla freccia e dal cerchio a terra, il punto esatto dove è stato recuperato Luca Fanesi.

FANESI A TERRA Luca, 44 anni, adopera un medicinale anticoagulante. Così le ferite riportate e testimoniate dal referto medico delle 18.43 all’ospedale di Padova, risultano immediatamente più amplificate dalla copiosa perdita di sangue. Fanesi è steso sul marciapiede, con il volto rivolto a terra. Il sangue forma rapidamente una pozza sul pavimento del marciapiede bagnato dalla pioggia che ha smesso di cadere. Gli amici e i tifosi della Samb si avvicinano, lo girano. Luca è cosciente, ha gli occhi aperti. Ma le sue condizioni appaiono subito gravi. Nel frattempo, a distanza, una cinquantina di tifosi vicentini che tentavano di raggiungere la zona degli scontri venivano dispersi da alcuni mezzi delle forze dell’ordine con le sirene spiegate evitando così ulteriori contatti.

IL SOCCORSO Viene chiamata l’ambulanza. Al suo arrivo, i poliziotti formano un cordone che divide i tifosi sambenedettesi, una trentina, dall’ambulanza e da Luca Fanesi, trasportato al Pronto Soccorso e di qui a Neuroradiologia dove alle 18.43 viene emesso il primo referto medico dove, oltre alle contusioni e alle ferite, vengono rilevate quattro fratture nella parte destra del cranio, nessuna delle quali nella parte frontale.

LE PRIME TESTIMONIANZE Pochi minuti dopo i fatti, RivieraOggi.it pubblica un articolo dopo aver ascoltato via telefono alcune testimonianze indirette di tifosi presenti nei pullman. Sono le 17,21 quando il nostro articolo viene pubblicato: si parla del ricovero di un tifoso per ferite alla testa a causa di colpi di manganello. La sera stessa, alle ore 21,50 l’Ansa scrive invece: “La polizia è intervenuta evitando il contatto tra le tifoserie, ma nel parapiglia un tifoso marchigiano è scivolato a terra battendo la testa e riportando una ferita al capo, tale da richiedere l’intervento di un’ambulanza”.

VIDEO La zona di viale Trissino dove sono avvenuti gli scontri sarebbe stata interessata dalle riprese video effettuate da due poliziotti. Sulla destra, verso ovest, c’è una donna, probabilmente vestita con un impermeabile scuro. Sulla sinistra, verso est, quindi sempre su viale Trissino, c’è invece un uomo. Entrambi avrebbero registrato gli eventi. Non sappiamo ovviamente fino a che punto di dettaglio e se hanno registrato anche i concitati momenti che hanno coinvolto Luca Fanesi. Un altro agente con video sarebbe invece in posizione più attardata, al centro della colonna di autobus e pulmini, e non avrebbe avuto possibilità di registrare gli eventi che riguardano Fanesi.

TESTIMONIANZE I tifosi della Samb parlano di tre testimoni diretti di quanto accaduto a Fanesi. Ma dai balconi degli edifici prossimi all’incrocio di viale Trissini potrebbero esserci stati altri occhi ad aver visto quanto avvenuto. Sicuramente ci sono persone che si sono affacciate dopo il fatto e hanno registrato con il video gli eventi successivi all’incidente a Fanesi. Non si hanno ancora certezze, però, di registrazioni o testimonianze dall’alto degli istanti fondamentali per capire esattamente cosa sia accaduto al tifoso sambenedettese.

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