SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Caso conferenza dei servizi. Emergono nuovi particolari dell’episodio di stamane, con Giorgio De Vecchis che voleva partecipare al tavolo e che per l’assessore Andrea Assenti (CLICCA QUI) ha letteralmente “invaso” la riunione tecnica senza averne il diritto.

Ebbene, pare che nella tarda mattinata di oggi la questione si sia fatta talmente tesa da portare a minacce reciproche di una chiamata alle forze dell’ordine, non una novità negli ultimi tempi dopo la querelle fra il consigliere Muzi e il comitato dei No-Project. A quanto pare, poi, “l’emergenza” sarebbe rientrata con il rinvio della conferenza tecnica.

OPPOSIZIONE FA FRONTE UNITO?E mentre l’opposizione in toto sta valutando se indire una conferenza stampa (si parla di domani) che già si preannuncia infuocata vista l’escalation di tensione degli ultimi tempi attorno alla piscina, noi abbiamo sentito proprio “l’invasore” Giorgio De Vecchis. “Assenti crede di avere l’esclusivo accesso a Comune? Lui perché era alla riunione?” si chiede il consigliere con un tono che è tutto un programma.

DE VECCHIS “IO AUTORIZZATO DALLA MIA CARICA”. “Dal verbale dell’ultima riunione degli uffici Assenti era presente e ha preso parola” aggiunge De Vecchis intercettato da Riviera Oggi “io oggi ho fatto presente ai partecipanti che senza un verbale che secreta la riunione o un articolo di legge che dice che io non posso partecipare, ho tutto il diritto a presentarmi” chiosa il leader di Ripartiamo da Zero che, a quanto pare, si sentiva in potere di sedersi al tavolo: “Io ero pienamente autorizzato a stare lì dal mio 16% di voti e dalla funzione di controllo che mi dà la mia carica di consigliere comunale” tuona in chiusura.

DE VECCHIS E ASSENTI POTEVANO PARTECIPARE ENTRAMBI? De Vecchis dunque sostiene che neppure il vicesindaco avesse il diritto a stare lì, o magari che potessero starci entrambi. Ma cosa dice la legge e cosa dicono i regolamenti comunali?

Se andiamo a vedere il “regolamento degli uffici e dei servizi” di San Benedetto (CLICCA QUI), l’articolo 12 (conferenza dei servizi “interna”) non sembra aiutarci particolarmente visto che il comma 1 recita così: “Il soggetto responsabile del programma o progetto coordina i soggetti e le unità organizzative coinvolti nell’attuazione e indice una conferenza di servizi interna ogni
volta che occorra disciplinare procedure e formulare pareri.”  Il comma 2 invece rimanda “di striscio” alle modalità di svolgimento e convocazione della stessa riemettendone la facoltà alla conferenza di direzione.

LA LEGGE POTREBBE DAR RAGIONE A DE VECCHIS? Cosa dice la legge però? Una mano può darcela la legge 241 del 1990 che disciplina il procedimento amministrativo ( inteso come sequenza ordinata di atti finalizzata all’emanazione di un provvedimento amministrativo) e quindi anche le conferenze dei servizi che ne sono parte. L’articolo  9 della legge potrebbe dar ragione a De Vecchis e rendere “aperto” sia a lui che a Assenti il tavolo, visto che recita così: “Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento (amministrativo ndr).”

Qui il testo della legge.

 

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