SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Stiamo per mettere fine alla telenovela Ballarin? Può darsi. I progetti per la ristrutturazione dell’ex Fossa dei Leoni ebbero inizio a metà degli anni Novanta, durante l’amministrazione Perazzoli, con il giovane architetto Enzo Eusebi. Passaggio fondamentale fu il tentativo del primo mandato Gaspari, dieci anni fa. L’idea era di realizzare la cosiddetta “Grande Opera” grazie ad un contributo della Fondazione Carisap di oltre 10 milioni di euro. Tentativo andato male a causa dell’impossibilità di alienare a privati un terreno da poco sdemanializzato (il vincolo decennale scade fra pochi mesi).

Così la vicenda si trascinò malamente nel secondo mandato Gaspari, con dichiarazioni improvvide di abbattimento a pochi mesi dal voto, per altro neppure realizzate. Tanti anche i progetti realizzati da architetti e ingegneri, gratuitamente, negli ultimi tempi.

Qui tutta la “Ballarin story”.

Si giunge infine ad un interesse manifestato dall’attuale proprietà della Samb Calcio circa il recupero del campo come sede di allenamenti per la Samb. Non entriamo, qui, nei dettagli e nei giudizi circa l’operazione. Che ha un merito indiscutibile: è l’unica in campo, è il caso di dirlo. Nel bene o nel male.

Sarà opportuno tuttavia che quanto si sta progettando non resti nelle disponibilità esclusive di un progettista e di una giunta. Il Ballarin è troppo importante per la città e non solo e su questo occorrerà attivare davvero un percorso che chiameremmo partecipato, ma almeno dovrebbe essere conoscitivo. Si chiede il minimo.

I tempi ci sono. Si organizzi un incontro di esposizione puntuale del progetto, magari nella Sala Consiliare, e si dia il tempo anche di suggerire funzionalità che potrebbero essere utili alla città. Un po’ di coraggio e sicuramente le cose andranno meglio.

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