SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un esposto di sei pagine alla Procura, una consulenza chiesta a un docente dell’Unicam, una serie foto di camion che trasportano (“completamente scoperti” dice lui) il materiale del terremoto e una conferenza stampa al vetriolo. In questo modo il consigliere “grillino” Peppe Giorgini rilancia la saga della presunta presenza di amianto fra le macerie del terremoto destinate allo stoccaggio e poi alla lavorazione fra Monteprandone e il quartiere Agraria.

“SE NON C’E’ AMIANTO PERCHE’ NON LO SCRIVONO?” Un dossier in piena regola quello del consigliere regionale che in questi mesi ha subito più di un attacco da parte del Pd, che lo ha definito un “allarmista”. Lui, invece, dice di essere “l’unico che ci mette la faccia e che da mesi non vive perché ricevo decine di telefonate e sms al giorno riguardanti il terremoto”. Insomma Il “grillino” ci tiene a riabilitare in qualche modo la sua immagine e per prima cosa, durante una conferenza stampa al vetriolo che indice in Comune nella mattinata del 16 novembre, mette in chiaro: “Io non ho mai detto che nelle macerie del terremoto c’è sicuramente amianto. Ai vertici del Pd e della Regione chiedo solo se sono sicuri che non ci sia. Perché non lo mettono per iscritto? Se non lo scrivono è perché non ne hanno la certezza scientifica” chiosa Giorgini in un impeto “marzulliano” in cui chi fa la domanda si dà anche una risposta.

ESPOSTO IN PROCURA…“E’ virtualmente impossibile selezionare tutte le macerie”scrive in un passaggio dell’esposto alla Procura di Ascoli il 5 Stelle, esposto in cui allega anche la corrispondenza che negli scorsi mesi ha avuto con funzionario ambientale di Ancona Massimo Sbriscia e con l’assessore Angelo Sciapichetti oltre a una serie di valutazioni che lo stesso Giorgini arriva a fare dopo una consulenza che ha chiesto a un docente esperto in materia dell‘Unicam. “Secondo quanto mi è stato detto si potrebbe anche prefigurare un eccesso di potere della Regione se il percorso delle macerie fino all’Agraria, che potevano essere tombate nelle cave vicine ai luoghi del sisma, fosse riconosciuto irragionevole o illogico” dice a voce stavolta il consigliere che nel dossier inviato alla Procura non si risparmia di domandarsi: “Cosa c’è dietro le macerie, solo business?”.

…E DOSSIER FOTOGRAFICO Il fascicolo d’indagine del consigliere a 5 Stelle si completa poi di una serie di foto che Giorgini ha scattato ai camion che trasportano le macerie dalle zone rosse ai depositi di Monteprandone e poi al trattamento in una ditta del quartiere Agraria (IN GALLERY VI PROPONIAMO LE FOTO DI GIORGINI). “Gli automezzi viaggiano scoperti” denuncia il politico con le eventuali fibre di amianto che possono perdersi nell’aria e col vento  finire all’Agraria e in tutta San Benedetto”. Già, l’Agraria un territorio che per Giorgini, che ci vive “è a concreto rischio di disastro ambientale fra stoccaggio gas, Piattaforma Ecologica, ora le macerie e migliaia di auto che ogni giorno transitano sul raccordo autostradale”.

AGRARIA AGNELLO SACRIFICALE? E in questo senso il grillino annuncia che solleciterà l’Arpam affinché installi nel quartiere a Sud di San Benedetto una centralina di rilevamento degli agenti inquinanti e dei particolati (Le PM 2,5 in particolare, le polveri sottili che mettono la popolazione a rischio malattie). Tutto mentre il grillino si chiede “quanti anni serviranno per smaltire tutte le macerie fra Monteprandone e l’Agraria?”. Alle nostre zone sono infatti destinate circa 1,2 milioni di tonnellate di materiale proveniente dalle zone dell’entroterra e i dati ufficiali, a maggio 2017, parlavano di circa 50 mila tonnellate trattate. Sono passati quasi sei mesi e verosimilmente la quantità potrebbe essere raddoppiata. “Ma la strada è lunga e per arrivare a un milione potrebbero servire anni” chiude Peppe Giorgini.

 

 

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