SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nelle Marche è arrivato il maltempo dopo un 2017 in cui è caduto il 30% di pioggia in meno, con ben 1,8 miliardi di metri cubi di acqua scomparsi rispetto alla media storica per effetto della siccità che ha colpito la nostra regione.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti regionale sulla base dei dati Ucea relativi ai primi dieci mesi dell’anno.

A parte disagi e danni, soprattutto nell’Ascolano, l’arrivo della pioggia e della neve è dunque importante per dissetare i campi resi aridi dalla siccità e ripristinare le scorte idriche nei terreni, nelle montagne, negli invasi, nei laghi e nei fiumi a secco.

Le precipitazioni però, sottolinea la Coldiretti, per poter essere assorbite dal terreno devono cadere in modo continuo e non violento, mentre gli acquazzoni aggravano i danni provocati dagli allagamenti con frane e smottamenti.

Il repentino abbassamento della colonnina di mercurio e i violenti temporali confermano i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate da bombe d’acqua con effetti sulle coltivazioni e sulla stabilità idrogeologica del territorio

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