SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Se dovessi fare il bilancio dei miei viaggi, direi che il 95% è sofferenza; il percorso è pieno di difficoltà, sto sempre male per qualche ragione. Però, il restante 5% è pace. Una pace profonda, completa, che non riuscirei mai a raggiungere altrimenti“.

Con queste parole Cesare Cameli, il viaggiatore di San Benedetto, ha iniziato un lungo racconto. Un racconto di fatiche, di sofferenza fisica e mentale, ma anche e soprattutto di scoperta, di sfida e di crescita personale.

Con l’incontro di sabato 11 novembre, presso il Centro Olistico Germogli, Cesare ha condiviso le sue esperienze con il pubblico. Il colloquio è stato aperto da Bruno Graziosi, alias Brunello di Radio Azzurra, che ha presentato il ragazzo: ventottenne, nato e cresciuto a San Benedetto, Cesare Cameli ha alle spalle una laurea in giurisprudenza, e una grande passione per la natura che lo motiva nelle sue numerose escursioni. Il Sentiero degli Dei, il Grande Anello dei Sibillini, la Puglia in bicicletta, sono solo alcuni dei percorsi più spettacolari intrapresi, che lo stesso Cameli consiglia caldamente a tutti gli appassionati; basta osservare il suo sorriso mentre ne parla, per rendersi conto che si tratta di esperienze indimenticabili.

Non voglio stabilire un primato” Afferma Cameli “La mia non è una competizione, anche se mi alleno molto per prepararmi ai percorsi da affrontare. Ho iniziato a viaggiare per capire cosa volevo dalla mia vita, ora so che amo veramente il viaggio.

L’apprezzamento della natura impone ritmi lenti, per questo Cesare si è imposto di viaggiare a piedi; armato di uno zaino gigantesco, pesante fino a trenta chili, affrontando le intemperie, è partito alla scoperta di luoghi e persone. E alla fine ha avuto ragione di tutto. Perché in fondo il viaggio è un po’ come la vita: pieno di difficoltà, ma anche di soddisfazioni; lottare per superare le avversità, e poi godere delle piccole e grandi vittorie quotidiane. Cesare lo ha fatto lottando con il gelo, la fame, e gli animali pericolosi.

Va menzionato, a questo proposito, che il ragazzo ha un rapporto piuttosto travagliato con la fauna in generale: nel corso delle sue escursioni è stato punto due volte dalle vespe, riportando anche un’infezione estesa al dito; è stato caricato da stalloni, muli, montoni, e perfino morso dai pesci. “Paradossalmente” afferma “ho imparato che i carnivori sono meno pericolosi per l’uomo. L’uomo non è una buona preda da cacciare, il rischio che si difenda è troppo grande. Un erbivoro, invece, se si sente minacciato lotta per la vita, e lo fa a qualsiasi costo. Un consiglio: se vedete che un animale è innervosito dalla vostra presenza non fategli mai, mai una foto. Il cellulare lo spaventa, è quasi garantito che vi attaccherà.

Oltre alla natura, però, Cesare non ha dimenticato i rapporti umani stretti lungo il tragitto; viaggiare è anche un modo per abbattere le differenze, e gli ha permesso di conoscere molti tipi di persone diverse. Alcuni lo hanno trattato con freddezza, altri con calore, e gli hanno dato una spinta fondamentale per continuare il percorso. La prova più dura, e contemporaneamente più bella, è stata la camminata che lo ha portato da San Benedetto all’Albania, attraversando la penisola balcanica; “In Albania” racconta “la cosa più bella è stata l’ospitalità di tutti. C’era continuamente chi mi offriva un posto a sedere, mi chiedeva di fermarmi a mangiare. Sono stato bene, ma in quei giorni ho terminato i soldi a disposizione. Non ho potuto continuare verso l’Asia, come avrei voluto, e così sono tornato a casa. E’ stato allora che ho realizzato che mi servivano aiuti esterni, altrimenti non avrei mai potuto sostenere un’impresa come quella che voglio realizzare adesso.

Cesare Cameli, in questo momento, sta raccogliendo fondi per quella che probabilmente sarà la sua impresa più grandiosa: un viaggio da Porto D’Ascoli ad Hong Kong. Il percorso, in perfetto stile Marco Polo, si snoderà attraverso Slovenia, Ungheria, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Armenia e Iran; continuerà poi in India, Birmania, e in tutto il sud-est asiatico.

La partenza, idealmente, dovrebbe avvenire all’inizio della prossima primavera: “In questo modo eviterò i mesi più freddi, e quando tornerà l’inverno mi sarò già spostato nell’emisfero australe, dove le stagioni sono invertite. Percorrerò più di 12.000 chilometri, conto di riuscirci in un anno e mezzo o due.

Il viaggio, in realtà, sarebbe dovuto avvenire già nel 2016; Cesare ricorda con una punta di amarezza l’incidente che lo costrinse a rimandare tutto. La rottura di un tendine, a suo tempo, gli costò un anno di fisioterapia. Fu però anche un’esperienza positiva, per qualche aspetto: l’immobilità forzata lo spinse a scrivere il suo primo libro, “Paralisi notturne“, e da allora Cameli ha scoperto una nuova e intensa passione per il mestiere di scrittore.

Al termine del suo viaggio in Cina ha già in mente di pubblicare un romanzo sulle sue esperienze, e spera nel sostegno di tutti per riuscire ad arrivare fino in fondo.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul viaggio, ricorda, sono sul suo sito “Walking to China“; gli interessati potranno seguirlo su Facebook e vedere giorno per giorno le foto e i video dei luoghi visitati.

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