SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La questione attorno al project financing per la piscina sta diventando sempre più un vespaio. Dopo l’incursione Muzi e le minacce di ricorsi da parte del comitato, oggi tiene banco un altro aspetto abbastanza “trendy” nelle ultime settimane: la commissione Urbanistica chiesta a gran voce da “No-Project” e opposizione, una sede in cui gli oppositori alla finanza di progetto vorrebbero “sventolare” in faccia alla maggioranza il parere negativo sulle carte espresso in estate dal dirigente Germano Polidori.

Finora però l’amministrazione ha detto di non volerla convocare, non è una priorità è la linea di maggioranza che vorrebbe una sola commissione (congiunta Lavori Pubblici e Bilancio) prima del voto decisivo dell’assise.

Oggi parla il presidente della commissione Urbanistica, quel Domenico Pellei che finora è rimasto in silenzio sulle dinamiche attorno all’organo che presiede. “Ho sentito durante la scorsa settimana prima l’assessore Assenti e poi il Sindaco (quale detentore della delega all’Urbanistica) per avere la disponibilità di una data ed entrambi mi hanno manifestato un dissenso rispetto a questa ipotesi” esce allo scoperto il consigliere dell’Udc.

UN NUOVO PROJECT A quanto pare, però, sindaco e vice hanno anche spiegato il perché della volontà di “by passare” quel passaggio in commissione. La maggioranza, in pratica sostiene che gli attuali progetti saranno superati da una nuova proposta e nuove carte. “Mi è stato  riferito che il progetto definitivo avrà come riferimento normativo guida la legge 96 del 2017 e che pertanto saranno ovviate alcune delle considerazioni poste dal Dirigente del Settore Gestione del Territorio che rendevano la proposta di progetto non conforme al PRG vigente”.

Pellei in pratica si riferisce al c.d. “project semplificato” introdotto dalla recente legge e che permette, da testo normativo,  “la costruzione di immobili con destinazioni d’uso diverse da quella sportiva, complementari o funzionali al finanziamento o alla fruibilità dell’impianto sportivo (esclusa l’edilizia residenziale), nell’ambito del territorio urbanizzato comunale in aree contigue all’impianto sportivo”.

ECCO IL PUNTO SALIENTE Ma il passaggio della legge 96 del 2017 che permetterebbe di superare ogni questione urbanistica è questo: “il verbale conclusivo di approvazione del progetto costituisce dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’opera […] e costituisce verifica di compatibilità ambientale e variante allo strumento urbanistico comunale”. Una questione, questa, sollevata pure dagli avvocati del comitato che pensano però che, in virtù della stessa legge, il progetta debba coinvolgere le società che utilizzano “prevalentemente” la piscina.

PELLEI VUOLE COMUNQUE PARLARE DI PISCINA. Nonostante tutto è possibile che Pellei convochi comunque la sua commissione, per un altro punto all’ordine del giorno previsto per il prossimo consiglio, con il consigliere che vorrebbe dare spazio, in quella sede, anche alle discussioni sul project. Quel che è certo, però, è che neanche al centrista sono piaciuti gli ultimi sviluppi della vicenda. “Queste posizioni non aiutano a portare chiarezza e favorire un confronto trasparente” chiosa il consigliere che definisce “gravissimo” il caso che ha coinvolto Stefano Muzi con “alcuni rappresentanti del comitato che sono stati verbalmente aggrediti e minacciati da un consigliere comunale” ci mette il carico. “Si continua a non comprendere che quando si amministra una città non si rappresenta più solamente chi ci ha votato, ma si rappresenta tutta la cittadinanza, nessuno escluso, compreso chi dissente civilmente dalle scelte amministrative” il monito finale di Pellei.

 

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