SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutto passa in second’ordine considerando quando poi accaduto – e sta accadendo – dopo il triplice fischio che ha sancito la vittoria del Sud Tirol contro la Samb. Però le dimissioni/esonero di Francesco Moriero gettano anche una luce diversa su questa partita e sulla sconfitta conseguente.

Perché se due settimane fa Moriero arrischiò un incredibile triplo cambio all’intervallo (“Fosse per me li avrei cambiati tutti e undici” si giustificò) che per quanto sbagliato dava comunque l’idea di un allenatore determinato, e a Vicenza sull’1-0 per i rossoblu ha ricommesso la stessa avventatezza, cambiando tutto il centrocampo, stavolta dalla panchina non è arrivato alcun segnale.

Il primo dei cinque cambi disponibili è quello di Valente, a 18 minuti dalla fine della partita. Vero che mancano due attaccanti (Miracoli e Sorrentino) ma neppure dopo il gol ospite, a 9 minuti dal termine, è cambiato qualcosa. La rete non scuote Moriero, che nell’altra sconfitta interna, contro il Padova, effettuò ben tre cambi dopo aver preso gol al 35’. Non entra Bacinovic per spostare Bove vicino a Di Massimo, magari; non entra un Damonte o un Di Pasquale nel tentativo complicato di essere centravanti aggiunti nelle fasi finali (ci proverà per conto suo Miceli, pensa un po’) e prenderne qualcuna di testa. Niente.

Moriero non va neppure a salutare i giocatori a centrocampo, che si aggrappano ad Aridità e vanno a prendersi i fischi della curva. Bisognerebbe capire se qualcosa nella testa dei calciatori si sia rotta, magari dopo le tre sostituzioni contro il Fano, umilianti per i calciatori sostituiti.

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