SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Inizia nel più doveroso dei modi la conferenza stampa della vigilia di Samb-Sudtirol, con l’abbraccio ideale di Francesco Moriero a Luca Fanesi, che da ieri lascia col fiato sospeso la San Benedetto del pallone, e non solo, per le sue condizioni dopo i tafferugli di Vicenza. “Gli siamo vicini e lo aspettiamo qui al più presto per sostenere la Samb” è la dedica molto umana dell’allenatore rossoblu allo sfortunato tifoso.

Il resto è la cronaca di un momento difficile, forse il più difficile dall’inizio della stagione per la compagine di casa nostra che viene da una doppia, forse tripla delusione in una settimana o poco più: dal pareggio col Fano alla beffa di Vicenza passando per l’incolpevole -3 in classifica che il caso Modena ha lasciato come regalo sotto la porta rossoblu stamattina. L’unica consolazione, forse, è il turno infrasettimanale che offre su un piatto d’argento il riscatto. “Siamo arrabbiati per tanti motivi” non le manda a dire Moriero “e vogliamo trasformare questa rabbia in qualcosa di positivo. Domani dobbiamo vincere, con le buone o con le cattive”.

L’ambiente è nero per la rimonta subita negli ultimi 10 minuti. Talmente nero che del prossimo avversario praticamente non si parla mai. Ma la rabbia, a posteriori, monta anche per il fuorigioco non segnalato in occasione del rigore dato a Comi, un episodio che fa il paio con quello contro il Fano che è costato un infortunio a Miracoli, che domani non ci sarà così come neppure Sorrentino (anche lui sta male dopo uno scontro) e Ceka(in nazionale albanese), e che fa gridare il mister leccese. “Vogliamo rispetto” ripete Moriero che però non si nasconde dietro a una decisone arbitrale e spiega il perché delle scelte vicentine. “Bove e Gelonese avevano dato tutto e li ho dovuti sostituire e anche Vallocchia stava sbagliando le uscite in pressing” sottolinea l’allenatore chiarendo uno degli aspetti che più avevano fatto discutere domenica. I cambi.

In ogni caso, nonostante 6 punti persi in due giorni (i 3 del “Menti” e gli altri 3 del caso Modena) l’allenatore non vuole che l’ambiente si fasci la testa. “Se iniziamo a pensare che sia finita dopo dieci partite (in realtà sono dodici ma tant’è ndr.) andiamo tutti a casa” si sfoga il mister cercando di coprirsi dalle folate di vento e pioggia che gli sono cadute addosso in Veneto. “Io e il mio staff lavoriamo 24 ore su 24 per la Samb e non ci sono cali di concentrazione”. Poi la difesa strenua dei suoi calciatori, anche dalle parole del presidente, se vogliamo. “Io non credo che abbiamo umiliato nessuno” è la presa di posizione di Moriero “non vedo sfaticati in campo ma ragazzi che piangono dopo le partite. Come è successo a Vicenza- precisa- capisco che qui si voglia vincere ma il campionato finisce a maggio o addirittura a giugno” chiude l’allenatore.

 

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