E’ in arrivo l’allerta integratori. Con la conclusione dell’annuale incontro dell’American Association for the Study of Liver Disease, a Washington, è stato portato alla luce un nuovo fattore di rischio per i consumatori americani.

Durante il simposio, interamente dedicato al fegato, è stata valutata l’incidenza delle patologie correlate al suddetto organo, e il loro impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. In particolare, sono stati esposti i dati di una recente ricerca clinica, sponsorizzata dall’Associazione e dal National Institutes of Health, riguardante gli effetti di alcune categorie di integratori a livello epatico.

I risultati destano una certa preoccupazione: gli integratori a base di erbe, negli USA, sembrano essere responsabili del 20% dei casi di epatotossicità accertati. Si documentano sia lesioni acute, riconducibili ad epatiti, che danni prolungati nel tempo, variabili secondo il tipo di sostanza.

L’accusa riguarda una fascia piuttosto ampia di integratori: si va dagli steroidi anabolizzanti, i cui effetti dannosi sono già ben noti, all’estratto di tè verde, dai prodotti dimagranti ai normali integratori nutrizionali. Tutti prodotti il cui consumo è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni, in America come nel resto del mondo.

C’è da dire, però, che i dati in merito non sono precisi: la percentuale è stata calcolata in base a stime approssimative, fatte su campioni ristretti di popolazione. Il tasso reale di incidenza negli USA non è ancora noto. Questi primi calcoli sono solo un punto di partenza per nuovi e più approfonditi studi, che avranno il compito di chiarire quali integratori contengono effettivamente sostanze tossiche, e in che misura.

Le cause di epatotossicità, infatti, sono molteplici, e dovute soprattutto a scarsi controlli della qualità delle materie prime.

Si prenda ad esempio il tè verde: le foglie di Camellia sinensis, essiccate e successivamente immerse in acqua calda, rilasciano le vitamine C, B, K e numerose varietà di polifenoli. Se assunto quotidianamente, il tè verde è un ottimo antiossidante che rallenta l’invecchiamento cellulare, detossifica il corpo e aiuta la digestione.

Può sembrare strano, quindi, che uno degli integratori incriminati per epatotossicità sia proprio a base di estratto di tè verde. Il fattore tossico potrebbe essere un pesticida usato nelle coltivazioni, oppure un contaminante che si deposita sulle foglie in corso di lavorazione, o un componente secondario della miscela.

Normalmente la produzione di farmaci e sostanze terapeutiche è sottoposta ad una rigida regolamentazione; tuttavia, alcune categorie di composti eludono più facilmente i controlli: si tratta di una vasta gamma di farmaci senza obbligo di prescrizione, non terapeutici e a base di erbe. Ne fanno parte, appunto, i dimagranti, gli anabolizzanti per il bodybuilding e gli estratti vegetali, che vengono comunemente venduti in strutture non farmaceutiche o anche in bancarelle lungo la strada. Circa la metà degli statunitensi fa uso regolarmente di integratori, spesso senza considerarne la provenienza ed i rischi associati all’abuso.

Mentre in America sono già partite le prime analisi cliniche, in Europa non è ancora stata accertata una correlazione tra aumento del consumo di integratori e patologie al fegato. Tuttavia, occorre prestare la massima attenzione alle sostanze che si assumono, specialmente nel caso in cui si seguano diete specifiche.

E’ consigliabile, in particolare, non assumere farmaci non prescritti dal medico, per quanto ritenuti benefici, e di diffidare delle cosiddette “cure miracolose” non riconosciute dalla medicina tradizionale. Gli anabolizzanti ed i dimagranti, se non sono parte di una terapia clinica, andrebbero evitati nel modo più assoluto; una ricerca dell’epatologo Victor J. Navarro, sempre negli USA, ha evidenziato che molti di questi prodotti presentano discrepanze tra gli ingredienti riportati sull’etichetta e quelli effettivamente presenti. Il pericolo di danni al fegato, in questo caso, va aggiunto agli inevitabili effetti sul metabolismo.

Anche gli apparentemente innocui integratori alimentari nei supermercati possono nascondere qualche insidia; un integratore, per sua natura, è una sostanza destinata ad integrare la normale alimentazione, ma non a sostituirla. Non è raro che i consumatori, credendo di poter barattare i pasti con surrogati artificiali, smettano di nutrirsi correttamente e consumino integratori in modo massiccio. In realtà un integratore a base di omega-3 non potrà mai essere nutriente come una spigola al forno, così come una miscela di proteine in polvere, da sola, non basta a mantenere il corpo in forma.

In caso di stanchezza e carenze vitaminiche, quindi, è meglio ricorrere innanzitutto ad una dieta ricca e nutriente, ed eventualmente aggiungere piccole quantità di integratore dietro parere medico.

La dieta mediterranea, abbinata ad un moderato esercizio fisico, è la migliore fonte di benessere per il corpo, e consente di rimanere sani e in forma senza affidarsi a rimedi alternativi.

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