GROTTAMMARE – Alcuni resti murari, forse di un antico manufatto idraulico, sono stati rinvenuti tra le sterpaglie del fosso di Santa Lucia, che proprio in questi giorni è oggetto di un’attività di manutenzione straordinaria di ripulitura del canale, al pari di altri piccoli corsi d’acqua grottammaresi.

Le opere sono state commissionate dal Consorzio di Bonifica delle Marche, l’ente a cui la Regione Marche ha affidato il compito di organizzare, gestire e monitorare le attività di manutenzione dei corsi d’acqua minori della regione.

Per quanto riguarda i laterizi riscoperti, l’amministrazione comunale è intenzionata a chiedere il parere di un esperto per verificarne l’origine ed eventualmente aggiungere altre informazioni alla storia cittadina.

Per il territorio grottammarese, la manutenzione dei canali risponde a un piano di intervento che prenderà in considerazione tutti i fossi esistenti: ovvero, sia i corsi d’acqua che scorrono in direttrice ovest-est, tra il fosso dell’Acqua rossa al Fosso Sgariglia (e quindi anche Cipriani, Santa Lucia e Tavole), sia tutti quelli che vengono raccolti dall’asta fluviale del Tesino (direttrice nord-sud: Fosso Granaro, San Paterniano, Cimitero, Colle Guardia, San Giacomo, Santa Chiara, San Leonardo).

Il Piano di intervento è stato redatto sulla base delle segnalazioni raccolte dagli uffici comunali, ma anche direttamente dai privati cittadini. E’ attivo, intatti, un call center a cui comunicare la necessità di pulizie di fossi e canali in zone extraurbane. La segnalazione mette in azione il Consorzio con l’invio di un tecnico per effettuare un sopralluogo sul posto e trarre le relative considerazioni sulla fattibilità e l’entità dell’intervento da eseguire. Il numero è 0721.31816 (lunedì-venerdì 9-13).

Le opere consistono nella sistemazione generale dei canali, che vengono liberati da detriti, fogliame e sterpaglie e di tutto ciò che può ostacolare il regolare deflusso delle acque per la ridefinizione del loro tragitto.

Il servizio è legato all’introduzione della Tassa di bonifica dei terreni: “Prima, questo tipo di interventi era un obbligo dei frontisti  – spiega il consigliere delegato alla Protezione civile, Bruno Talamonti – ma c’era poco coordinamento ed era difficile operare un reale controllo del territorio”.

Per i lavori, il Consorzio di bonifica impiega maestranze del territorio che si sono accreditate per questo genere di lavori. In questo momento, sul territorio comunale stanno operando tre imprese.

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