SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo Roma e Ascoli, anche da San Benedetto giunge uno spiacevole episodio sulla vicenda degli insulti antisemiti.

Tutto parte dalla Capitale con gli adesivi razzisti posti dai tifosi della Lazio allo stadio Olimpico. Un’immagine ritraeva Anna Frank con la maglia giallorossa. Da lì si è scatenato il putiferio. Il presidente Lotito ha preso immediatamente le distanze e a ruota è stato seguito da altre società e istituzioni.

La Lega ha deciso, poco dopo l’accaduto, che nel turno infrasettimanale di serie A e B si sarebbe osservato un minuto di riflessione con la lettura di un brano tratto dal diario di Anna Frank prima delle partite.

Decisione non condivisa dal tifo caldo dell’Ascoli Picchio: gli Ultras 1898 tramite una nota ufficiale avevano dichiarato di entrare dopo il momento di raccoglimento in Curva Sud per poi assistere alla partita contro lo Spezia. “Teatrino mediatico, si dimenticano dei terremotati e si indignano per queste cose” la loro spiegazione. Alla fine solo un gruppo sparuto ha dato consistenza alla protesta nella serata del 24 ottobre. L’intero stadio, invece, ha apprezzato il provvedimento della Lega con applausi, ma il danno d’immagine resta come sottolineato dal sindaco Guido Castelli e dall’Onorevole Luciano Agostini.

Adesso, nella mattinata del 25 ottobre, è comparsa una scritta imbecille compiuta da qualche idiota in un muro vicino alla stazione di San Benedetto: “Ascolano Anna Frank”. Naturalmente non rispecchia l’immagine dell’intera collettività e del tifo sambenedettese. Prontamente il sindaco Piunti ha ordinato la rimozione dell’ignobile scritta. Resta, purtroppo, un danno d’immagine arrecato alla città di San Benedetto.

Lo sdegno di molti cittadini (non solo da Roma, Ascoli e San Benedetto ma da tutta la penisola italica) è grande ed è visibile anche sui social network: “Lasciate in pace Anna Frank, imbecilli. Studiatevi la storia” è lo slogan più gettonato.

Magari tutta questa “notorietà” darà “onore” all’imbecille di San Benedetto e ai supporter laziali responsabili degli adesivi. Però è giusto evidenziare la tristezza di tale ignoranza, presente in tutta Italia, e non comprendere la gravità di certi episodi e insulti. Dovremmo tutti fermarci un attimo e riflettere.

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