SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Assemblea dei residenti del Quartiere di San Filippo Neri sul tema della sicurezza. Di seguito forniamo una sintesi scritta in diretta dai locali della parrocchia, dove si sono incontrati i cittadini.

Maurizio Di Giacinto, a capo della delegazione del quartiere che ha incontrato esponenti della giunta, relaziona:

“Venerdì abbiamo fatto un incontro con sindaci e assessori dove abbiamo parlato dell’esposto presentato in merito alla sicurezza.

Ci hanno bocciato il vigile urbano di quartiere, perché il Comune non ha le risorse per un vigile fisso. Il loro impegno è stato di dare una vigilanza maggiore in questa zona, creando un filo diretto tra noi e il Municipio per individuare i momenti critici al di là dei normali pattugliamenti. Ad esempio qui alla Conad, dopo l’aggressione, è intervenuto velocemente un carabiniere in borghese perché la zona è vigilata in quanto si sono verificati dei fenomeni di spaccio di droga.

Abbiamo chiesto di ripristinare l’illuminazione in Zona San Filippo, ci hanno risposto che la cosa è stata programmata. Il sindaco ci ha detto che tutta l’illuminazione cittadina sarà cambiata, diventata in bianca, abbiamo chiesto di iniziare da qui anche perché siamo il quartiere di ingresso nord. Dobbiamo essere compatti tra noi per ottenere qualcosa.

Discorso immigrati: da qualche giorno ne vediamo un po’ meno, nella zona del parco. Abbiamo detto che nella ex fabbrica di lampadine Sgattoni e nell’ex scuola Petrarca in molti hanno visto che di notte ci sono persone che scavalcano e vanno a dormire in questo fabbricato. Loro ci hanno detto che se arrivano delle segnalazioni allora noi possiamo intervenire, non è che se esce sui giornali loro hanno automaticamente l’obbligo di intervenire. Quindi il Comune imporrà ai proprietari di ridare decoro alla zona e rendere il sito inaccessibile”.

Su questo argomento ci sono diversi interventi, con la richiesta di pulizia per quegli stabili. Di Giacinto spiega: “Dobbiamo attivarci noi, stasera siamo relativamente pochi se pensiamo che siamo un quartiere di 4 mila abitanti. Se i cittadini non si attivano poi le istituzioni non rispondono”.

“Abbiamo parlato anche del tema dei rifiuti. Prima di tutto occorre che i cittadini siano educati e civili, rispettando i conferimenti e i calendari. Ad esempio chi butta i calcinacci sa bene dove smaltirle, ma preferisce buttarli lì così non devono pagare nulla…”

Alcuni cittadini chiedono maggiore presenza delle forze dell’ordine, Di Giacinto fa presente che “da quando i giornali hanno iniziato a dare spazio alle nostre lamentele vedo una presenza maggiore delle forze dell’ordine”.

Ci sono anche polemiche verso il comitato di quartiere: “Se il comitato di quartiere si fosse mosso bene, noi non saremmo qui a parlare e non saremmo andati dal sindaco” afferma uno dei presenti. Ad ogni modo il presidente Paolo Paci è atteso per le 22:30.

“Questa situazione è nata quando davanti alla chiesa abbiamo visto aggirarsi dei personaggi ambigui, e da quel momento abbiamo iniziato a protestare. Il comitato di quartiere ci ha sempre appoggiato”, spiega Di Giacinto. “Per il parco di via D’Annunzio occorrerà un regolamento che imporrà una chiusura ad una certa ora della sera, altrimenti non sarà possibile neppure, per i controllori, scacciare chi ci dovesse entrare di notte”.

Lamentele per lo stato dei marciapiedi, soprattutto da parte di alcune donne anziane.

“Se non veniva fuori il casino che abbiamo fatto in due tre persone, non ci sarebbe più nessun controllo.

Bisogna fare il controllo di vicinato, naturalmente siamo noi che dobbiamo controllare quel che avviene nel nostro quartiere, dunque tramite la chat che è stata aperta cerchiamo di stare in contatto. Poi ci sarà un portavoce.

Abbiamo visto quel che hanno fatto altri quartieri, come “Occhio amico”, che non è un comitato di quartiere. Quindi dobbiamo sensibilizzarci a queste problematiche. Non dobbiamo pattugliare le strade, ma dobbiamo vigilare e comunicarcelo. I punti che abbiamo fissato sono quelli della sicurezza e del decoro urbano. Ad esempio se qualche sera facciamo delle passeggiate, alcuni di noi, può darsi che quegli ubriaconi che vediamo nelle panchine desistono”.

C’è una discussione su questo aspetto: per qualcuno la presenza di alcuni uomini adulti può essere un deterrente verso i malintenzionati, c’è anche chi teme che la cosa possa essere rischiosa. “Non sono delle ronde” si precisa.

Una cittadina aggiunge: “Ho visto come si comportano a Porto d’Ascoli con Occhio Amico. Ho notato che sono persone accorte e si comportano in maniera molto attenta. Non parliamo di ronde, ma di un sistema di comunicazione rapido, ad esempio tramite Whatsapp, in modo che tutti noi residenti possiamo controllare e allertarci. Anche le forze dell’ordine sono propense a questa collaborazione”.

Nella chat Whatsapp già in funzione sono presenti circa 90 persone del quartiere già adesso. All’interno della chat c’è la volontà di mettere un referente che ha l’incarico di chiamare le forze dell’ordine, in modo da non creare problemi e chiamate avventate.

“Noi siamo le videocamere e non costiamo niente”, afferma uno dei presenti.

Paolo Paci: “Solo la partecipazione dei cittadini consente di avere forza e far valere le proprie ragioni, qui abbiamo avuto sempre una buona partecipazione. Intanto pensiamo anche ai nomi che si vogliono candidare per il nuovo comitato di quartiere. Dobbiamo educare noi stessi e i nostri figli riguardo l’educazione civica, dobbiamo crescere tutti insieme. Antonio Core di Occhio amico è molto bravo e ha contatto con le forze dell’ordine e la Picenambiente, aggregarci a loro ci farà solo bene”.

Al termine interviene un giovane che d’estate ha svolto il servizio di vigile urbano: “Molte cose che avete detto sono irrealizzabili, perché non sapete come sono strutturati i servizi. Io qui sono venuto e succedevano molte cose complicate. Abbiamo ricevuto degli esposti e quindi siamo intervenuti insieme alla Picenambiente. Il vigile di quartiere non può fare nulla, perché è solo. Io non agirei mai da solo, ve lo devo dire. Vi do ragione sulle segnalazioni ma dovete fare una cosa specifica e dettagliata. La maggior parte dei cittadini sambenedettesi chiama per delle cavolate, persino per un passo carrabile, magari per dispetto. A fronte di questo le risorse per avere più personale non ci sono”.

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