EUCYS, acronimo di EU Contest for Young Scientists, è un concorso dedicato a scienza e società. Istituito nel 1989, per favorire la collaborazione e lo scambio tra giovani scienziati, raccoglie ogni anno concorrenti da ogni parte d’Europa, e non solo. Partecipanti giovanissimi, tra i 14 ed i 20 anni, ideatori di progetti in campo medico, ingegneristico, e perfino storico-archeologico.

Anche quest’anno, i loro lavori sono arrivati a EUCYS dopo una rigorosa selezione; ogni nazione, infatti, può proporre un massimo di tre progetti, scelti tra i vincitori di precedenti competizioni.

Il 2017 ha visto la partecipazione di trentotto Paesi, dai quali sono arrivati ben ottantanove progetti e ancor più progettisti. In linea con l’attuale linea di pensiero scientifica, che lega l’innovazione alla divulgazione, il concorso è strutturato in una vera e propria esposizione tecnologica: nello SpaceX Event Centre di Tallinn, in Estonia, in decine di stand sono state presentate invenzioni, implementazioni e ricerche. Dal 22 settembre, ciascun candidato è stato valutato da una giuria di esperti di alto livello, nel settore dell’industria e della ricerca.

Infine, martedì 26 settembre, è stato reso pubblico il verdetto; i vincitori sono stati annunciati nel corso di una coinvolgente cerimonia, arricchita con spettacoli di magia, danza e canto.

Un giudizio rivelatosi deludente per il gruppo italiano, che non è riuscito a salire sul podio. L’Italia era entrata in gara con il progetto “Ae space herbs”, un sistema per coltivare le piante senza terreno: sospendendo le radici e alimentandole con vapore acqueo arricchito, i ragazzi dell’Istituto tecnico “Enrico Fermi” di Mantova hanno ideato un promettente sistema di coltivazione, utilizzabile in ambienti aridi e pensato anche per le missioni spaziali.

Un’idea estremamente valida, che non ha però convinto i giudici. Sono state preferite, invece, ricerche in ambito clinico. Nella rosa dei vincitori, nove in tutto, hanno preso posto Karina Movsesjan, dalla Repubblica Ceca, e Danish Mahmood, dal Canada. EUCYS è aperto ai giovani delle nazioni di tutto il mondo, purché queste siano convenzionate con l’Europa nell’ambito della ricerca.

Karina Movsesjan, diciottenne, ha studiato gli effetti della proteina RAD51 nello sviluppo del cancro, mentre Danish Mahmood ha progettato un efficiente apparecchio per il triage ospedaliero.

A sorpresa, uno dei primi premi è stato assegnato all’unica ricerca storica in gara: The forgotten prisoners – Civilian prisoners of the Great War in Corsica, dello svizzero Adam Jan Alexander Ohnesorge. Analizzando la situazione dei campi di prigionia corsi in tempo di guerra, Ohnesorge ha riportato alla luce eventi a lungo dimenticati.

Naturalmente, non è stata trascurata la sezione ingegneristica. Tra i secondi posti spicca uno studio sulla capacità di apprendimento dei computer, dall’Austria, e uno sulla motilità robotica dall’Ucraina. Premiate anche ricerche in campo fisico, archeologico e matematico.

Concorsi come EUCYS sono un fertile terreno dove futuri professionisti possono incontrarsi ed intrecciare relazioni. L’obiettivo è creare una scienza multidisciplinare, con gruppi di ricerca in grado di lavorare a tutto tondo, grazie alle conoscenze specifiche in vari ambiti. Se in passato la medicina, la biologia e l’ingegneria erano tre discipline separate, al giorno d’oggi lavorano in stretta simbiosi. Da questa fortunata collaborazione nascono ogni anno macchinari clinici sempre più sofisticati, nuovi farmaci, terapie ad personam.

Interessante anche notare che, in quest’ambito, internet esprime la sua piena potenzialità: giovani brillanti possono intrecciare collaborazioni professionali a livello globale, confrontarsi e creare insieme progetti eccellenti. La maggiore facilità nel viaggiare, inoltre, sta riducendo notevolmente anche il problema dell’incontro diretto.

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