SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sarà la fiducia che ti infondono due vittorie consecutive o l’arrabbiatura per la squalifica ma è un Moriero in versione bad boy, con tanto di occhiali scuri che tiene sempre sul naso, quello che si presenta alla stampa alla vigilia della partita contro il Santarcangelo.

Dopo un tour de force mica da ridere nell’ultimo mese, la Samb è arrivata alla gara con i romagnoli, che in qualche modo potrebbe chiudere il cerchio. “Le partite più difficili sono sempre quelle che devono arrivare” esordisce il mister “e contro il Santarcangelo dobbiamo fare tre punti perché in casa nostra dobbiamo comandare”.

VITTORIE SONO GIA’ IL PASSSATO”. La Samb, però, senza improbabili citazioni di Rovazzi, ha “comandato” anche in trasferta. Ma Moriero preferisce guardare avanti. “Le due vittorie consecutive fanno già parte del passato, ora dobbiamo vincere perché è quello che ci chiede la piazza e noi stiamo facendo l’impossibile per riuscirci. Anche se – riflette il coach – dobbiamo sempre rimanere coi piedi per terra e lasciar volare solo i tifosi con la fantasia”.

ECCO IL SANTARCANGELO. Focus poi sulla prossima avversaria, quel Santarcangelo che non se la passa niente bene, visto il terzultimo posto a 4 punti in classifica e una casella “gol subiti” impietosa che parla di 17 reti incassate e di peggior retroguardia, non solo del raggruppamento B, ma dell’intera terza serie. Non c’è da meravigliarsi, forse, perché per il mister rossoblu “sono una squadra che se la gioca sempre e verranno qui ad attaccare e a fare la partita della vita”. Una partita che però lui sarà costretto a vedersi dalla tribuna, vista la squalifica rimediata a Portogruaro: “Sono molto arrabbiato perché volevo stare vicino alla squadra come sempre. E’ la prima volta che vengo cacciato in carriera (da allenatore) perché comunque vengo da 20 anni di calciatore e ho sempre avuto rispetto per gli arbitri. Io non credo di aver fatto nulla per meritarmi la squalifica”. E se qualcuno dice che, magari, le partite e i flussi di gioco si vedono meglio dall’alto, quel qualcuno non è Checco Moriero: “Io no, io preferisco guardarle sempre dal campo le partite” ci dice laconicamente.

MODULI. Alla fine per l’allenatore c’è anche spazio per parlare di Luca Miracoli (“non scopriamo oggi il suo apporto in area ma deve migliorare in tanti aspetti”) e di moduli, in particolare del 3-5-2 temporaneamente adottato per una parte di secondo tempo contro il Mestre. “Io ho schierato per due anni consecutivi la difesa a tre e ho calciatori che mi permettono di farla, come Damonte per esempio. In Lega Pro la maggior parte delle squadre giocano col 3-5-2 e non dobbiamo vergognarci di proporlo anche noi in futuro anche se, mercoledì, l’ho usato per aiutare i ragazzi che stavano soffrendo le mezze ali del Mestre” chiude Moriero.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 742 volte, 1 oggi)