Da Riviera Oggi numero 1134 in edicola

Vi riportiamo un intervento scritto dall’ex Assessore alle Attività Produttive di San Benedetto Nazzareno Torquati, che ripercorre la storia del Centro Agroalimentare, dei motivi per cui è nato, di quello che poteva essere e non è stato.

Pietro Colonnella è rimasto deluso dalla mancata nomina a presidente del  CAAP , invece dovrebbe essere felice di non esserlo diventato.

La sua storia è stata per certi versi anche di persona innovativa e per un periodo della reggenza da presidente della Provincia  abbiamo condiviso un percorso per far evolvere la nostra realtà ad eccellenza nell’ agro-ittica.

Invece il mondo politico da quindici anni cerca commissari liquidatori per questo ruolo; solo e soltanto per fare cassa da destinare a cosa? a quella eterna ossessione  di make-up cittadino e non strategie di sviluppo del settore che solo nella area costiera ha un fatturato aggregato di oltre 500 milioni.

Ma è utile raccontare la storia per capire cosa poteva essere e non è stato. L’idea alla base del Caap è maturata negli anni ’80 quando il settore agroalimentare piceno tirava molto e San Benedetto era il baricentro fra nord e sud Italia. Lo Stato finanziò la realizzazione di dieci centri agroalimentari in tutta Italia, San Benedetto era tra questi.Il Caap nacque già vecchio con la movimentazione a raso e una struttura in mattoni e si era perso così il treno della modernizzazione con strutture sandwich autoportanti e una  logistica più rapida, con il sistema della pallettizzazione, con le banchine di carico e i dock-shelter  per non interrompere la catena del freddo.  

Il CAAP fu inaugurato alla fine degli anni ’90 quando il settore era già entrato in crisi. La pesca e l’agricoltura, cuori economici del porto e di Porto d’Ascoli, perdono volumi produttivi, addetti, importanza. Si fa spazio la città del terziario, arriva la grande distribuzione, nascono i centri commerciali che si espandono in ogni direzione e soprattutto a sud creando al loro interno le piattaforme di fresco. Si comprese che San Benedetto era diventata periferia, sia per il mercato del nord Italia che quello per il Sud.

Da queste constatazioni originò la necessità di un intervento strategico che creasse le premesse di un rilancio delle attività e della loro tutela. Strategia che vide come protagonisti l’amministrazione Perazzoli con la collaborazione molto attiva della Confindustria. Furono costituiti: l’ICI per la cooperazione internazionale, l’ Asteria come centro di ricerca, il consorzio CERF-Pesca le reti selettive, furono attivate le procedure per il Parco Marino, ristrutturato il Mercato Ittico, ultimato il Porto turistico, si entrò nell’Obiettivo 2 per i finanziamenti europei, il Centro Agroalimentare, fummo riconosciuti Distretto Agro-Ittico-Industriale in base alla Legge Guarino: per la prima volta nella sua storia San Benedetto si dotava di strategie e strutture espansive per affrontare la crisi e rilanciare il cambiamento.

In questo modo si pensava che il CAAP potesse diventare il fulcro dell’evoluzione del settore e la rinascita e lo snodo delle produzioni agricole dell’ area. Non andò così perché questa strategia venne totalmente disattesa dalle successive amministrazioni che in 15 anni hanno distrutto tutte le prospettive creando una situazione di difficile ripresa dovuta alla chiusura di decine di aziende con la perdita di fatturato diretto ed indotto e centinaia di posti di lavoro. Anche in questo caso è da rimarcare l’assenza delle istituzioni preposte alla tutela di queste attività, siano esse sindacali che camerali, perse a finanziarie eventi sterili e a non affrontare queste importanti problematiche.

Si spera ora che l’amministrazione Piunti prenda l’iniziativa di riconsiderare l’Agroalimentare nella sua reale importanza e che tramite i finanziamenti Flag riprenda i fili di una strategia di sviluppo interrotto.”

Nazzareno Torquati  Ottobre 2017

Da notare che nel 2010 un nostro articolo firmato da Oliver Panichi indicava già quello che sarebbe stato il futuro del Consorzio che ha sede a Porto d’Ascoli. Lo puoi consultare QUI (Prima Parte) e QUI (Seconda Parte)

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