SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Parte domenica 8, ore 18, all’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto, Homo: festival dei Diritti, delle Culture e dei Popoli, a cura della Omnibus Omnes.

La prima edizione, patrocinata dalla Onu Italia-Unric,  è organizzata dall’Assessorato alle Pari Opportunità, alle Politiche di Inclusione, Integrazione e Pace di San Benedetto. Introduce l’Assessore Antonella Baiocchi, presenta Giampietro De Angelis; relatore la attivista per i diritti umani e scrittrice Raffaella Milandri, che proporrà anche il suo suggestivo filmato “Tra la Perduta Gente”realizzato dal materiale di uno dei suoi viaggi in solitaria in Botswana.

“Il Festival si svilupperà negli anni futuri su diverse tematiche e si amplierà sul territorio. La prima edizione trova la sua culla ideale a San Benedetto, dove l’Assessore Baiocchi ha sempre dimostrato grandi sensibilità e solidarietà alle tematiche proprie del suo ruolo istituzionale.

Lo scopo principale del festival è ampliare la conoscenza e la coscienza sociale sulle diverse culture e sulle violazioni dei diritti umani” dice Raffaella Milandri. Spiega l’Assessore Baiocchi: “E’ una iniziativa che ho accolto con grande interesse, non solo perché è in sintonia con i miei assessorati,  ma soprattutto perché dal punto di vista professionale, e ancor prima da quello umano, mi sento molto solidale e vicina agli esseri viventi che subiscono prevaricazioni e soprusi. Il senso di raccontare il dramma che sta vivendo questo popolo può essere di difficile comprensione per chi sta vivendo ogni giorno il proprio dramma qui nel nostro territorio, ma io il senso ce lo vedo e come, perché iniziative di questo genere offrono il prezioso pretesto di riflettere sulla difficoltà che l’essere umano ancora oggi ha nell’integrare armoniosamente le diversità e sulla tendenza a prevaricare e ghettizzare chi non è in grado di difendersi.  Sarà un pomeriggio in cui si potranno diminuire le distanze e sentirsi più vicini in fratellanza”.

La prima edizione di Homo è incentrata sulla perdita dei diritti umani e del diritto alla terra da parte dei Boscimani del Kalahari, che sono un esempio di come l’uomo possa essere crudele verso il suo simile esclusivamente per questioni economiche. “Ma in realtà, -aggiunge De Angelis- ogni popolo e comunità sono a rischio di perdere tutto, di fronte allo strapotere delle multinazionali. L’incontro di domenica è uno spunto di riflessione globale su identità e cultura”. La Omnibus Omnes è tuttora attivissima su Arquata, e non solo, nella campagna di aiuti post-terremoto, con importanti iniziative a favore della popolazione come borse di studio e bonus bebè. La associazione trova però anche la forza e la volontà degli ideali per volgere lo sguardo lontano e potersi dedicare e “adottare” la SYNet, una associazione di giovani Boscimani: semplicemente con la costruzione del loro sito e la raccolta di pc portatili nuovi e usati per le loro scuole può dare un aiuto concreto e importante per loro.  

La storia dei Boscimani è uno spunto di riflessione sulla identità di ogni popolo; ha detto Maude Barlow dell’Onu: “E’ difficile immaginare un modo più crudele e disumano di trattare un popolo”.   

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