SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non il fioretto, di certo. Non è questa la partita che mister Checco Moriero si aspetta per Mestre-Samb, turno infrasettimanale (4 ottobre) che per le due formazioni arriva dopo il bottino pieno in terra emiliana: un classico 2-0 per la Samb a Reggio Emilia, mentre i veneti neppure hanno avuto bisogno di allacciare le scarpette, 3-0 a tavolino a Modena.

“Il Mestre è una buona squadra, che fa dell’agonismo e della corsa la sua forza, ed è riuscito a mettere in difficoltà tante squadre, come la Triestina: per questo ci aspettiamo una gara ad alta intensità, dove sarà importante giocare nella maniera più semplice possibile – spiega l’allenatore rossoblu – Loro sanno farsi rispettare, difendono compatti dietro la linea della palla anche se sappiamo hanno qualche punto debole di cui noi dobbiamo approfittare. Dobbiamo avere un approccio da provinciale, scendere in campo decisi a dare il massimo. Sarà una battaglia”.

Se il Mestre si schiera con un 3-5-2 adattabile ad un 5-3-2, Moriero afferma che “non li potremo attendere, non siamo una squadra del genere. Veniamo da un risultato importante anche se abbiamo riposato poco, ma ho una squadra giovane in grado di recuperare velocemente; bisogna capire che se l’avversario non ha il nome di Reggiana e Padova poco cambia. I ragazzi stanno tutti rispondendo alla grande, seguono le mie indicazioni e quelle della società, sanno cosa è loro richiesto”.

E se prima di Reggio Moriero aveva detto “aspetto una scintilla da Bacinovic”, oggi l’allenatore rossoblu de-responsabilizza il capitano sloveno: “La scintilla la voglio da tutti, sempre”, mentre riguardo il 3-0 a tavolino del Mestre a Modena aggiunge: “Certo, potevano accettare il rinvio della gara, ma così hanno preso tre punti senza giocare stando alle regole; hanno più giorni di riposo e sono preparati meglio, ma noi siamo la Samb e non dobbiamo temere nulla. Sarà una partita grintosa”.

“Dopo la vittoria di Reggio ho parlato delle pressioni della piazza: io mi aspetto il massimo dai giocatori perché è la piazza che lo chiede e la società. Così veniamo esaltati dopo una vittoria e considerati di Serie D dopo una sconfitta. Io vedo invece un percorso di crescita, che viene agevolato dalle vittorie ma che può aversi anche nei momenti difficili. Certamente un allenatore è collegato ai risultati della squadra, che però ho visto sempre sul pezzo. La pressione di San Benedetto deve stimolare a raccogliere risultati positivi, vivo la città e vedo i tifosi molto sereni, attenti nei confronti dei calciatori, sanno che sudano e danno tutto e che possiamo migliorare con il lavoro. Io ho la fiducia della società, che ringrazio, e parlo spesso con il d.s. Panfili, l’avvocato Andrea Gianni, il presidente Fedeli e il figlio Andrea, ed è un rapporto molto proficuo” conclude.

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