GIULIANOVA – Grande accoglienza il 29 settembre per le delegazioni delle due Ambasciate della Repubblica Ceca e della Repubblica Slovacca in Italia, rispettivamente rappresentate dai Consglieri Jozef Spanik e Lubica Salvatova Baiocchi. Alla cerimonia erano presenti numerosi autorità militari, civili e tutto il mondo associativo delle rispettive unità armate.

Il Tenente a riposo, Rosario Cupini, ha svolto il ruolo di Cerimoniere coordinando i due cortei composti da italiani e Ceco-Slovacchi. A fare gli onori di casa è stato Walter De Berardinis, nella doppia veste di Commissario provinciale dell’Istituto Nazionale delle Guardie d’Onore al Pantheon e promotore dell’iniziativa storica-patriottica, ad illustrare brevemente le vicissitudini del soldato Jan Kelbl morto a Giulianova nel 1919 che, (registrato all’anagrafe di Giulianova erroneamente Giovanni Kelbl, Greco-Slovacco) dopo aver indossato la divisa dell’Impero Austro-Ungarico e successivamente liberato dai russi, si unirà alla Legione Cecoslovacca, morirà alla stazione ferroviaria di Giulianova mentre rimpatriava.

Momento toccante della giornata è stato lo scoprimento della Lapide Bronzea donata dalla Legione alla Città di Giulianova con accanto la targa con testo storico realizzato con le ricerche di De Berardinis. Hanno tolto le rispettive bandiere Ceca, Slovacca e Italiana che coprivano la lapide: Milan Bachan, Colonello del Ministero della Difesa della Repubblica Ceca; Milan Mojzis, Segretario esecutivo dell’Associazione dei Legionari Cecoslovacchi e il Tenente di Vascello Clarissa Torturo, Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Giulianova. Successivamente, i rispettivi stati nati dalla disciolta Cecoslovacchia, hanno depositato due corone (con i colori nazionali di blu, bianco e rosso) con il Consigliere Ceco Jozef Spanik e la Consigliera Lubica Salvatova Baiocchi; per la Città di Giulianova era presente l’Assessore alla Cultura e Manifestazioni, Fabrice Ruffini. Nella parte finale della manifestazione ci sono stati gli interventi finali dei due consiglieri delle Ambasciate, del Presidente del Consiglio Comunale Jurghens Cartone,Walter De Berardinis e la chiusura affidata al mecenate Gabriele Barcaroli, Direttore della Gamma Investigazioni di Tortoreto, autore del sostegno economico e logistico di tutto l’evento culturale.

Altro momento toccante della giornata è stata la visita dei Legionari con la divisa storica degli Alpini della 1° Guerra Mondiale nella cappella di famiglia (100 anni dalla morte) del nonno dell’autore delle ricerche, Carlo De Berardinis (1888-1917) Caporal Maggiore Alpino del 7° Reggimento Alpini, Battaglione Feltre, 24° compagnia, morto sul Monte Cauriol il 15 settembre 1917, presente a Giulianova con una targa-memoria all’interno della cappella di famiglia, visto che fu sepolto nel cimitero di Caoria di Canal San Bovo (TN) e poi sepolto nel Sacrario Militare Nazionale di Castel Dante di Rovereto (TN). Per onorare le due delegazioni straniere è stato offerto un buffet aperitivo presso i locali dell’Hotel Cristallo.

Al termine della serata Walter De Berardinis e Gabriele Barcaroli sono stato omaggiati con crest ed altri simboli della Legione Cecoslovacca, di cui potranno fregiarsi nelle prossime manifestazioni pubbliche dei Cechi e Slovacchi. La Città di Giulianova, presente con il Capo di Gabinetto del Sindaco Sandro Galantini e l’Assessore alla Cultura Fabrice Ruffini, hanno ricevuto da entrambe le ambasciate doni e ricordi culturali. Mentre, Giovanni Lafirenze, del Dipartimento Ordigni Bellici Inesplosi dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, ha consegnato l’investitura ufficiale a Walter De Berardinis per far parte della stessa associazione e organizzare eventi culturali con tema gli ordigni inesplosi in Italia.

TESTO TARGA: In questo cimitero riposa la salma del legionario cecoslovacco Jan Kelbl.

Il 13 aprile 1919, a Giulianova, all’età di 40 anni, cessava di vivere il soldato della Legione Cecoslovacca in Russia, Jan Kelbl, proveniente dal porto di Napoli dopo l’imbarco nella città portuale di Vladivostok (Russia) sulla nave italiana “Roma” con a bordo i primi soldati feriti e ammalati. Lui e il suo contingente lasciarono la Siberia per approdare in Italia per tornare nel suo paese d’origine, la neonata Cecoslovacchia. Per le ferite e la successiva malattia contratta durante il trasporto ferroviario, fu lasciato alla stazione di Giulianova, per poi giungere cadavere nel vecchio ospedale civile dove venne confermata la sua morte alle ore 6,00. Nato a Hrušovany il 7 maggio 1879, nella provincia di Hustopeče, si trasferisce a Židlochovice, nella Moravia meridionale dell’attuale Repubblica Ceca. Di professione postino, aderisce al gruppo sportivo Sokol (Falco), movimento ceco per lo sport e centro didattico morale e intellettuale per l’indipendenza nazionale. Nel 1914, allo scoppio della 1° Guerra Mondiale, forzatamente, viene arruolato nell’esercito dell’Impero austro-ungarico nel 99° reggimento fanteria con il grado di Caporale. Il 12 ottobre 1915, durante i combattimenti contro l’esercito russo, presso Luc’k, città dell’Ucraina nordoccidentale, viene catturato dalle truppe nemiche. Il 15 luglio 1917 a Lukaševka, provincia di Kyev in Ucraina, entra a far parte della Legione Cecoslovacca in Russia con il grado di fuciliere fino alla sua morte con lo stesso grado.

“Nel pieno del centenario della 1° Guerra Mondiale, con questa targa, vogliamo ricordare il Patriota cecoslovacco Jan Kelbl, per aver dato la propria vita per l’autodeterminazione dei Cechi e Slovacchi attraverso la nascita della Cecoslovacchia come uno Stato democratico ed indipendente. I cittadini dei due Stati successori, la Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca, sono oggi perfettamente integrati nell’Unione Europea” hanno affermato gli organizzatori.

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