SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ terminato il dragaggio dell’imboccatura del porto di San Benedetto del Tronto. L’escavo, per un volume complessivo di 15 mila metri cubi di materiale, è stato realizzato con la progettazione tecnica, la gestione dei lavori e le risorse economiche di 600 mila euro dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale.

I lavori, iniziati il 7 agosto, sono stati completati dalla ditta appaltante, la Lmd, nel rispetto dei 65 giorni previsti dal contratto. I rilievi battimetrici hanno evidenziato una profondità minima del fondale compresa fra i 4,1 e i 4,6 metri dal livello del mare rispetto ai 2-3 metri precedenti. Il dragaggio è stato fatto su un’area di 11.200 metri quadrati da due pontoni, il Rex II e il Vega I.

Del totale dei sedimenti, 10 mila metri cubi sono stati immersi al largo del porto di Ancona, a 5 miglia di distanza dal capoluogo marchigiano e a 45 miglia da San Benedetto del Tronto. Un posizionamento autorizzato dal ministero dell’Ambiente per le immersioni in mare delle sabbie dragate, in un’area monitorata per evitare impatti sulla qualità delle acque, soprattutto lungo la costa della regione. Gli altri 5 mila metri cubi sono stati stoccati nella vasca di colmata di San Benedetto che, una volta riempita e consolidata, che potrà essere trasformata in un nuovo piazzale portuale.

Le tipologie di trasporto, controllo e verifica dei sedimenti sono state studiate insieme dall’Autorità di sistema e dal centro di ricerca Cnr-Ismar di Ancona per garantire l’assenza d’impatto sull’area di mare interessata. A San Benedetto è stata riproposta l’esperienza positiva già applicata nel porto di Ancona, con l’utilizzo di una tecnologia innovativa, sviluppata dall’Adsp in collaborazione con V3 Elettroimpianti, che consente un controllo informatico da remoto, con il monitoraggio e l’acquisizione di tutti i dati relativi ai punti di escavo, al trasporto e al conferimento dei sedimenti.

Il dragaggio è stato realizzato con la massima attenzione per l’ambiente e la qualità delle acque, sotto il controllo costante dell’Arpa Marche-Agenzia regionale per la protezione ambientale Dipartimento di Ascoli Piceno e il monitoraggio del Cnr-Ismar.

“Con questo lavoro, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, che era quello di garantire la piena operatività dell’ingresso del porto prima della ripresa delle attività di pesca a San Benedetto del Tronto – afferma il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri -, un intervento che è stato possibile realizzare grazie alla completa collaborazione di tutte le istituzioni, in primis della Regione Marche. L’orientamento strategico è far sì che il dragaggio diventi un’operazione di ordinaria manutenzione e non un intervento fatto in urgenza”.

“Soddisfazione per il risultato da parte della Regione Marche – commenta Giulio Piergallini, rappresentante della Regione nel Comitato di gestione dell’Adsp -, che ha recepito le istanze degli operatori del porto sia direttamente che attraverso le amministrazioni locali e coadiuvato il lavoro dell’Autorità di sistema. Le tempistiche per la progettazione, il reperimento delle risorse, l’affidamento e l’esecuzione dei lavori da parte dell’Adsp sono stati eccezionali e ciò è un segnale positivo per tutte le attività del porto che vogliono programmare investimenti o lavorare con serenità”.

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