SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I capigruppo in Consiglio Comunale si sono riuniti in tarda mattinata in vista dell’assise del 30 settembre. Sul piatto in particolare uno degli argomenti più caldi della riunione di sabato prossimo il regolamento che cambierà faccia ai quartieri di San Benedetto (li potrà ridurre di numero previo referendum), alle modalità di gestione degli stessi e pure alle elezioni dei presidenti e dei consigli direttivi di ciascun quartiere. L’ok era arrivato già dalla commissione Cultura mentre oggi i capigruppo hanno discusso di qualche emendamento.

ECCO COME CAMBIANO LE REGOLE: FUSIONI E INCORPORAZIONI. La prima novità che introduce il nuovo regolamento è la possibilità di fondere più quartieri o incorporare un comitato ad un altro. Per incorporare un quartiere ad un altro va presentata una richiesta all’ufficio Protocollo del Comune sottoscritta almeno dal 10% degli aventi diritto di voto in quel quartiere. Per fondere due quartieri e costituirne uno nuovo occorrerà sempre la richiesta del 10% dei residenti e aventi diritto di voto (per ciascun quartiere) ma la stessa dovrà poi essere confermata da un referendum con un quorum fissato al 15% degli aventi diritto al voto di ciascun quartiere.

FONDI E COMUNICAZIONI. Ogni comitato si dovrà dotare di un indirizzo e-mail con cui comunicare con gli uffici di Viale De Gasperi. Cambia anche la gestione delle spese (il Comune ha un fondo da destinare ai comitati per il rimborso spese che ora è gestito dal presidente di Comitato) perché viene introdotto l’obbligo di rendicontazione e documentazione delle spese stesse e si consiglia i comitati di istituire un conto corrente per la gestione dei suddetti rimborsi.

ORGANI E ELEZIONI. Una novità introdotta dalle nuove regole è che possono votare anche i ragazzi che hanno compiuto i 16 anni. Il limite di membri del Consiglio Direttivo è portato a 9 (minimo 5) a cui si potranno aggiungere, ma senza diritto di voto, membri scelti in rappresentanza dei proprietari di negozi e case ubicate nel quartiere ma non residenti.

Quando decade un membro del Consiglio questo viene sostituito dal primo dei non eletti. Il Consiglio decade se è ridotto della metà (arrotondata all’unità superiore). LIMITE DI DUE MANDATI PER IL PRESIDENTE. Il presidente non può essere eletto per più di due mandati consecutivi e in caso di dimissioni (o decesso) si elegge il nuovo all’interno del Consiglio Direttivo.

ELECTION DAY. Si terrà in data unica ogni tre anni e coinciderà con la decadenza dei direttivi. Per essere eletti nei direttivi bisognerà aver compiuto 18 anni, vengono eletti al direttivo i candidati che, in ordine decrescente hanno ottenuto più preferenze fino a formare i componenti del Consiglio (max 9) che, dopo l’insediamento, eleggerà al suo interno presidente, il vice e il tesoriere.

INELEGGIBILITA’ E INCOMPATIBILITA‘. Restano anche alcune ineleggibilità e incompatibilità. Non possono essere eletti nel consiglio direttivo parlamentari, Sindaco, presidenti di Provincia e Regione, Consiglieri e Assessori di comune, provincia e regione, membri del clero, membri di Cda di società partecipate dal Comune e anche, ma solo loro a differenza del passato, i segretari (o figura equiparata) nei partiti. La riunione dei capigruppo di oggi infatti parrebbe aver emendato parte dell’articolo dedicato alle incompatibilità lasciando quindi la possibilità di candidarsi e essere eletti nei direttivi ai membri delle segreterie e dei direttivi dei partiti, chiudendo quindi alle sole figure dei segretari di partito.

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